Gestire il rischio in agricoltura è un tema attuale, serio e complesso. L’attività agricola, proprio perché strutturalmente legata alla terra ed agli eventi climatici, è sottoposta a continui rischi di perdite, parziali o totali della propria produzione con danni che possono incidere profondamente sui redditi di impresa. Nell’Ue la politica della gestione del rischio attraverso le assicurazioni agevolate è entrata da molti anni a far parte integrante della politica agricola comune tanto che oggi viene identificata come un fondamentale strumento per la tutela dei redditi degli agricoltori. Tuttavia negli ultimi dieci anni si sono molto perfezionati gli strumenti per proteggere le produzioni agricole e, specificatamente, il tema è stato ampliato, a tre forme di tutela.

Per quanto riguarda la prima, l’assicurazione sul raccolto, la misura prevede che venga erogato un sostegno per contribuire alla salvaguardia dei redditi dei produttori colpiti da calamità naturali, eventi climatici sfavorevoli, oppure fitopatie. Il sostegno assume la forma di un contributo finanziario con limiti stabiliti, ma molto interessanti e meritori di ulteriore spiegazione sono le altre due forme di tutela dell’agricoltore sopra citate. La seconda in particolare, il fondo di mutualizzazione, è finalizzato a offrire assistenza ai produttori che desiderano assicurarsi contro i rischi derivanti dalle fluttuazioni di mercato e la gestione di crisi di prezzi. La terza, il sostegno di stabilizzazione del reddito, consiste nell’erogazione di indennizzi agli agricoltori in caso di perdite maggiori del 30% del reddito medio annuo nei tre anni precedenti. L’azione collettiva per tutelare i redditi è divenuta così una forma sostenuta dalla Ue ed al contempo una misura efficace ed etica dell’economia moderna.

Davide. gaeta@univr.it