di Lorenzo Frassoldati

Polpe, pelati, passate, concentrato. La campagna del pomodoro da industria, l’oro rosso del Sud ma anche del Nord, è in pieno svolgimento. L’accordo al Centro Sud è arrivato in extremis, siglato da Op (Organizzazioni dei produttori) e industrie in grande ritardo. Al Sud il prezzo indicativo per il pomodoro tondo passa da 95 a 105 euro a tonnellata, mentre quello per il pomodoro lungo passa da 105 a 115. Al Centro-Nord valori più bassi - 88 euro a tonnellata, in aumento rispetto agli 86 del 2019, ma lontano dai 92 del 2015 – ma accordo firmato con largo anticipo così da garantire una migliore programmazione. Sono 37.071 gli ettari coltivati nel 2020 a pomodoro da industria nel bacino dell’Organizzazione interprofessionale-OI Pomodoro da industria del Norditalia. "Il dato delle superfici effettive – commenta Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro del Nord – attesta che c’è stato il pieno rispetto della programmazione definita da parte agricola e parte industriale durante la contrattazione sia in termini di obiettivi generali, visto che le superfici effettive rispettano gli accordi, sia in termini specifici visto che le verifiche compiute dall’OI accertano che gli impegni sono stati rispettati da tutti".

Gli ettari investiti in Emilia-Romagna sono oltre 25.300 su un totale complessivo di 37.071 nel bacino del Nord-Italia che include anche Lombardia, Piemonte, Veneto. Nel dettaglio delle province, è in testa Piacenza con 10.025 ettari, poi Ferrara con 6.788, seguono Parma (4.238 ettari), Ravenna (1.988), Reggio Emilia (1.111), Modena (867) e Bologna (320). Le superfici effettive del 2020 sono in leggero aumento rispetto al 2019 (+1,3%), grazie soprattutto alla crescita del biologico, ora pari a 3.451 ettari, trainata dai dati del territorio ferrarese. "Avevamo chiesto chiarezza sugli ettari da destinare alla produzione, di mantenere pressoché inalterate le superfici coltivate a pomodoro da industria nel Norditalia e così è stato. Vogliamo garantire alla parte agricola una congrua marginalità e scongiurare eventuali produzioni invendute". È soddisfatto il presidente della sezione pomodoro da industria di Confagricoltura Emilia Romagna, Giovanni Lambertini, alla luce dei dati diffusi dalla OI Pomodoro del Norditalia che attestano il pieno rispetto della programmazione produttiva 2020.

Positivo anche il commento di Lambertini sull’andamento della campagna di raccolta iniziata solo da pochi giorni: "Il prodotto si presenta bene in campo e sulla base dei conferimenti già effettuati, possiamo dichiararci ottimisti: la qualità è elevata". C’è un però. Mette le mani avanti il presidente della sezione pomodoro da industria di Confagricoltura Emilia Romagna: "Ci attendiamo una fattiva collaborazione da parte delle imprese di trasformazione affinché tutto proceda secondo gli accordi presi, visto che quest’anno la campagna si svolge con due aziende in meno: la Columbus di Parma che ha chiuso i battenti e lo stabilimento piacentino della Opoe che ha sospeso l’attività".