Giovedì 11 Aprile 2024

La crescita ferma al palo. Frena l’economia europea, dimezzate le stime italiane. Rischio manovra correttiva

Le previsioni della Commissione sul 2024, il nostro Pil a +0,7%. Scatta l’allarme sui conti pubblici. In recessione Germania, Regno Unito e Giappone. E intanto la Bce non allenta la morsa sui tassi.

La crescita ferma al palo. Frena l’economia europea, dimezzate le stime italiane. Rischio manovra correttiva

Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, 69 anni, e il ministro Giancarlo Giorgetti, 57 anni

L’economia di almeno tre dei Paesi del G7 è in frenata rapida. Recessione tecnica, la formula usata, ma è solo un eufemismo per dissimulare un drastico calo del Pil in Giappone, Gran Bretagna e Germania, che nella corsa all’indietro finisce per superare il Paese del Sol Levante, collocandosi al terzo posto tra le maggiori economie mondiali. Uno scenario che incrocia, nelle stesse ore, le previsioni al ribasso della Commissione europea per gli Stati dell’Unione e dell’Eurozona. Con riflessi che riguardano direttamente l’Italia in termini di minore crescita ipotizzata e, dunque, di più rischiosa tenuta dei conti pubblici: tanto che fin da ora c’è chi mette in conto una manovra correttiva prima della legge di Bilancio del prossimo autunno. Il tutto mentre la numero uno della Bce, Christine Lagarde, non allenta la morsa sui tassi, contro e sollecitazioni dei governi e le attese di mercati e imprese. Il traguardo del 2% è più vicino, ma il quadro inflattivo non è ancora del tutto stabile, ogni imprudenza potrebbe costare cara.

Ma andiamo con ordine. Il Giappone entra inaspettatamente in recessione nell’ultimo trimestre del 2023 e cede il terzo posto alla Germania nella classifica delle maggiori economie mondiali. "Il sorpasso della Germania dimostra quanto sia imperativo promuovere nuove riforme strutturali per rivitalizzare l’espansione", ha dichiarato il ministro per la Rivitalizzazione economica, Yoshitaka Shindo. Il Pil del Regno Unito, a sua volta, nel quarto trimestre 2023 è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, quando era sceso dello 0,1%. Nonostante che anche in questo caso il Paese sia entrato in recessione tecnica, con due trimestri consecutivi di flessione del Pil, per l’intero 2023 la stima dell’ufficio nazionale di statistica è di una crescita dello 0,1% rispetto al 2022. Il punto è che la stessa Germania soprattutto e l’intera Europa non stanno meglio. La contrazione in Germania nell’ultimo trimestre (-0,3%, dopo un Pil fermo per due trimestri) ha del resto determinato in gran parte la stagnazione dell’Eurozona.

La stagnazione economica di fine 2023 si è tradotta in un debole slancio a inizio 2024 e la Commissione ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita nell’Eurozona e nell’Ue limandole anche per l’Italia. L’attesa è però di una graduale accelerazione nel corso dell’anno, con una crescita poi più stabile nel 2025. È comunque possibile ed è "nostra responsabilità" realizzare "una crescita sostenuta e sostenibile", ha sottolineato il commissario per l’Economia Paolo Gentiloni, avvertendo che "l’incertezza rimane eccezionalmente elevata" per le "prolungate tensioni geopolitiche" e il "rischio di un ulteriore ampliamento della crisi in Medio Oriente". Nella zona euro l’attesa è dunque di un’economia in espansione dello 0,8% nel 2024 (dall’1,2% atteso in precedenza), dopo il +0,5% dello scorso anno e in crescita dell’1,2% nel 2025 (da +1,6%). Nell’Ue il Pil è atteso a +0,9% nel ‘24 (da +1,3%) e a +1,7% nel ‘25 (stima invariata). Per l’Italia la limatura è dal +0,8% indicato a novembre allo 0,7 per quest’anno, con un Pil che salirà poi dell’1,2 nel 2025 (confermato).

Presentando le previsioni di inverno Gentiloni ha segnalato che al momento con la crisi nel Mar Rosso "i tempi di consegna per le spedizioni tra l’Asia e l’Ue sono aumentati di 10-15 giorni e i costi sono aumentati di circa il 400%", ma "almeno finora, né le catene di approvvigionamento globali né quelle dell’Ue appaiono sotto tensione" e "l’aumento dei costi di spedizione è destinato a esercitare una limitata pressione al rialzo sull’inflazione nell’Ue". Arriviamo all’Italia. L’economia viaggia quest’anno verso una crescita ben più contenuta rispetto alle previsioni del governo. Gli obiettivi della Nadef appaiono ormai superati. Il dossier è già sul tavolo del governo, che deve anche fare i conti con i paletti e gli effetti del nuovo Patto Ue. Con Bruxelles che deciderà a fine giugno sull’avvio delle procedure per deficit eccessivo, sui conti dell’Italia aleggia lo spettro della manovra correttiva.

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