Mara Carfagna (Ansa)
Mara Carfagna (Ansa)

ROMA - “Il governo, e in particolare il Ministero per il Sud e il Ministero del Lavoro, hanno finalmente provveduto a correggere uno svarione rischioso dell’Inps, più volte evidenziato da Assolavoro anche assieme ai sindacati, in merito allo sgravio in caso di somministrazione di lavoro”. Così, Alessandro Ramazza, Presidente di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il Lavoro che rappresenta oltre l’85% del settore, in merito alle “precisazioni” del Ministero del Lavoro che correggono vistosamente il messaggio n. 72/2021 dell’Inps - confermato da successiva circolare n.33/2021 - recante le modalità applicative della c.d. “Decontribuzione Sud” alla somministrazione di lavoro.

L’Istituto di previdenza, infatti – continua Ramazza - contravvenendo a principi consolidati e introducendo un unicum nel sistema normativo, aveva malamente ancorato il riconoscimento dello sgravio contributivo alla sede dell’Agenzia per il Lavoro invece che a quella dell’azienda presso la quale il lavoratore somministrato presta effettivamente la propria attività”.

“La scelta dell’Inps rischiava di determinare situazioni paradossali con occupati che avrebbero prestato la propria attività nella stessa sede aziendale al Sud, con il medesimo contratto, ma alcuni con lo sgravio e altri senza, fino a casi di lavoratori destinatari dello sgravio ma impiegati in aree del Paese diverse dal Sud”.

“Esprimiamo pertanto apprezzamento per la comprensione e la condivisione dei nostri argomenti sia in sede parlamentare che di governo. Il Ministro per la Coesione Territoriale ed il Ministro del Lavoro hanno corretto un evidente vulnus agli interessi del Mezzogiorno, dei suoi lavoratori e delle sue imprese" – ha concluso il Presidente di Assolavoro.