La fuga di 28 mila laureati all’estero è costata allo Stato oltre 3 miliardi spesi per l’istruzione, dal primo anno di elementari all’ultimo di università. È quanto stima la Coldiretti Giovani Impresa sulla base del Report Istat 2019, nel sottolineare la necessità di sostenere il sogno imprenditoriale di tanti giovani in agricoltura, in aumento del 14% negli ultimi 5 anni. Si tratta di un’opportunità colta da oltre 55 mila under 35, che colloca l’Italia leader europeo nel numero di imprese condotto da giovani, anche grazie alla svolta green nei consumi e nel lavoro favorita dalla pandemia. ù

Gli ostacoli della burocrazia pesano però anche tra i giovani agricoltori, denuncia la Coldiretti. Il 55% tra i quasi 39 mila che hanno presentato domanda per l’insediamento in agricoltura si è visto respingere il proprio progetto imprenditoriale a causa degli errori di programmazione delle amministrazioni regionali, con il rischio di perdere i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea. E anche per quanto riguarda le domande presentate e ammesse a finanziamento solo poco più della metà è stata effettivamente pagata. La pressione burocratica, denuncia la Coldiretti, finisce dunque per generare un grave elemento di svantaggio soprattutto per un giovane che inizia il suo percorso imprenditoriale, con tempi per evadere le domande di sostegno che possono superare in alcuni casi i due anni e mezzo.

Per la leader dei giovani della Coldiretti, Veronica Barbati, "occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne e per questo va liberata dal peso della burocrazia. In un periodo in cui l’economia soffre, risulta ulteriormente grave e inaccettabile ostacolare le progettualità economiche, impedendo lo svilupparsi degli impatti sociali che ne derivano, in primis i posti di lavoro".