di Achille Perego

"Quale futuro ci attende? Prevedere l’avvenire è uno dei desideri più antichi e radicati nell’uomo. Molti pensano che il futuro si possa scrivere, come un grande progetto del mondo, altri, meno ottimisti, ritengono che i fattori determinanti siano assolutamente imprevedibili (vedi il Covid-19). La sfida è quella di essere pronti al futuro, senza avere la pretesa di scriverlo né la remissione di subirlo. Essere pronti significa aggiornarsi continuamente, ascoltare le nuove generazioni, capire cosa si respira nell’aria, quali sono le tendenze, come, dove e quando bisogna posizionarsi per essere al passo con i tempi".

Con queste parole, la scorsa settimana, ha aperto la sua presentazione ai giovani di Giffoni Pierpio Cerfogli (nella foto con i ragazzi del Giffoni), vice direttore generale e chief business officer di Bper Banca, mentor del dream team del Giffoni Film Festival 2020. Cerfogli, esperto in banking business models e autore del libro “2030 The Bank OnLife” ha presentato ai giovani l’adozione in economia del neologismo OnLife (inventato dal filosofo Luciano Floridi) per indicare il nuovo ecosistema composto dal fattore digitale e umano. E ha parlato di evoluzione del banking da un sistema solid, caratteristico del ventesimo secolo, a uno fluid che ha connotato gli ultimi vent’anni, e infine a un sistema airy in cui il banking comincia a muoversi.

Proprio “La banca del futuro” è la sfida lanciata al dream team (15 giovani divisi in tre gruppi) da Bper Banca. "Ho parlato ai giovani – spiega Cerfogli – che hanno mostrato grande interesse a un tema, come quello delle banche e della finanza, che solitamente si pensa non susciti grande interesse tra i ragazzi. L’ho fatto in modo franco, senza omettere le preoccupazioni di un sistema che sta radicalmente cambiando i propri connotati, ma che al contempo condivide con i giovani l’entusiasmo di partecipare al futuro, per essere pronti a vivere un cambiamento di era, più che un’era di cambiamento, accelerato e imposto dalla pandemia".

Bper Banca, da anni sponsor del Giffoni Film Festival, quest’anno ha deciso di affiancarsi in modo innovativo concentrandosi su una grande opportunità offerta dal Festival dei giovani: ascoltarli, raccogliere la loro visione, sentire le loro proposte, registrare le loro obiezioni, arricchirsi di una prospettiva altrimenti irraggiungibile. I tre gruppi del team, aggiunge Cerfogli, presenteranno ora la loro visione di banca del futuro. Idee e contributi saranno valutati e, nel caso, affidati per uno sviluppo progettuale proprio alla divisione Innovation di Bper Banca. All’educazione finanziaria, a partire dalle nuove generazioni, Bper Banca dedica una grande attenzione con numerosi iniziative pronte a ripartire con l’inizio del nuovo anno scolastico. Si tratta di progetti come “Grande”, alla sua quinta edizione, riservato ai bambini delle ultime tre classi delle primarie, o “Un passo verso il futuro”, per i docenti delle scuole secondarie, mentre anche quest’anno Bper Banca aderirà, in collaborazione con FEduF, al mese dell’educazione finanziaria.

Del resto la rivoluzione digitale ha forti impatti anche sulla configurazione dell’offerta bancaria e sul modello di servizio. "Le aspettative della clientela – spiega sempre Cerfogli – crescono rapidamente sulla spinta dell’esperienza digitale e delle abitudini consolidate in altri ambiti, al di fuori di quello bancario. I prodotti e i servizi tipicamente bancari sono diventati e diventeranno sempre più disponibili da gestori non bancari (Google, Amazon, e-Bay) così come la democrazia informativa di Internet consente l’accesso a una quantità di informazioni che di fatto azzerano la consulenza".

Ai consumatori di domani si rivolge quindi l’attenzione "per definire di un nuovo modello di banca che risponda ai requisiti e alle esigenze delle nuove generazioni. I Millennials, e ancora di più la Generazione Z, saranno connotati da comportamenti che mineranno alla radice i fondamenti dell’economia moderna, con logiche di pensiero, abitudini di acquisto e modalità di ingaggio nuove. Per questo – conclude Cerfogli – la Banca del Futuro dovrà tenere conto della rivoluzione digitale senza però dimenticare il fattore umano".