di Achille Perego Un anno record per la raccolta dei risparmi degli italiani e per il recapito dei pacchi e una decisa ripresa nel quarto trimestre di utili e ricavi. Sono i risultati più significativi del 2020 del gruppo Poste Italiane esaminati ieri in via preliminare dal cda, presieduto da Maria Bianca Farina, che ha anche deciso un aumento del 5% della cedola a 48,6 cent per azione, ieri in calo dell’1,76% con la brutta chiusura di Piazza Affari dopo il...

di Achille Perego

Un anno record per la raccolta dei risparmi degli italiani e per il recapito dei pacchi e una decisa ripresa nel quarto trimestre di utili e ricavi. Sono i risultati più significativi del 2020 del gruppo Poste Italiane esaminati ieri in via preliminare dal cda, presieduto da Maria Bianca Farina, che ha anche deciso un aumento del 5% della cedola a 48,6 cent per azione, ieri in calo dell’1,76% con la brutta chiusura di Piazza Affari dopo il rialzo iniziale oltre il 2%. "Nonostante il primo lockdown abbia avuto un impatto grave sull’operatività per un quarto dell’anno – sottolinea l’ad Matteo Del Fante – la resilienza dei nostri business ha portato nel 2020 a un utile netto di 1,2 miliardi", in calo del 10,2%. "Durante questo anno difficile – aggiunge – abbiamo beneficiato appieno del nostro modello di business diversificato e rafforzato ulteriormente la fiducia dei nostri clienti". Se su base annuale i ricavi sono scesi a 10,526 miliardi (-4%) nel quarto trimestre il gruppo ha riportato "risultati solidi" – +18,7% l’utile netto a 308 milioni, +1,4% i ricavi a 2,96 miliardi e +19,6% il risultato operativo (Ebit) a 280 milioni – gettando "solide basi per la crescita futura di tutte le nostre attività".

Nell’anno del Covid, Poste Italiane ha rafforzato il suo ruolo di porto sicuro per il risparmio degli italiani con il record di 569 miliardi di attività in gestione (+32,5 miliardi con una raccolta netta di 17,8) sostenute dal ritorno sul risparmio postale. "Era dal 2012 – ricorda Del Fante – che non si otteneva un risultato così positivo in termini di raccolta netta di buoni fruttiferi e libretti di risparmio". Ma a spiccare è anche la crescita nel settore dei pacchi recapitati: 210 milioni (+41,7%), oltre il doppio rispetto al 2016 con i postini che ne hanno consegnati 74 milioni e con una media di 1,3 milioni al giorno a dicembre mentre nel quarto trimestre la crescita dei ricavi dei pacchi (+56% a 395 milioni) per la prima volta ha più che compensato il calo dei ricavi da corrispondenza.

Infine, riferendosi al boom dei pacchi con l’e-commerce e dei pagamenti digitali (con 7,7 milioni di carte Postepay Evolution) l’ad di Poste Italiane ha sottolineato come la pandemia abbia spostato la lancetta dell’orologio un paio di anni in avanti e "nel 2020 ci siamo trovati dove pensavamo di arrivare soltanto nel 2022".