Silvano Pasquinoni, titolare dell’Oleificio omonimo che ha sede a Coriano, nel Riminese
Silvano Pasquinoni, titolare dell’Oleificio omonimo che ha sede a Coriano, nel Riminese

di Lorenzo Muccioli

Il 2020 sarà un anno da dimenticare per tanti motivi, ma non certo per gli amanti dell’oro giallo. "Le olive sono tutte sane e sulle nostre tavole avremo un olio di qualità eccezionale". Parola di Silvano Pasquinoni, titolare dell’Oleificio Pasquinoni di Cerasolo Ausa a Coriano (in provincia di Rimini), azienda a conduzione famigliare che da oltre 50 anni si tramanda il segreto per la produzione dell’olio extravergine di oliva Colline di Romagna Dop.

Pasquinoni, cosa dicono i dati della raccolta quest’anno?

"I numeri sono indubbiamente positivi. A livello di quantità di materia prima raccolta, almeno nella provincia di Rimini c’è stato un incremento che va dal 5 al 10 per cento rispetto allo scorso anno, a fronte di un dato nazionale che vede una diminuzione del 30 per cento. Più bassa, invece, la resa, che si attesta mediamente attorno al 14 per cento, ma è una condizione naturale, considerando che le piante erano molto ‘cariche’. Quel che interessa al consumatore è però la qualità del prodotto, che sarà davvero eccezionale, come non se ne vedeva da 10 anni a questa parte. Per la gioia di tutti i buongustai".

Quali sono i fattori che hanno inciso positivamente?

"È stata un’estate particolarmente calda: di conseguenza la mosca – insetto che costituisce una vera e propria piaga per gli olivi – non è riuscita a deporre le uova. A ciò si è aggiunta una forte siccità che ha fatto in modo che le pianta andassero sotto stress idrico e che l’oliva si raggrinzisse: questo ha contribuito a tenere lontani i parassiti. La raccolta, inoltre, è iniziata leggermente prima, e questo ci ha permesso di avere olive con un’alta carica di polifenoli, che hanno tantissime proprietà benefiche per il nostro organismo".

Qual è l’importanza delle nuove tecnologie per il vostro Oleificio?

"Abbiamo uno dei frantoi più tecnologici dell’Emilia-Romagna. Investiamo moltissimo nell’ammodernamento dei macchinari e per rimanere sempre al passo con i tempi. Ormai siamo diventati un punto di riferimento anche fuori dall’Italia, tant’è vero che recentemente abbiamo ospitato un’azienda slovena, venuta appositamente da noi per macinare le proprie olive. Crediamo fortemente nell’utilizzo dei ritrovati tecnologici, purché essi siano finalizzati al raggiungimento della migliore qualità possibile. Il prossimo anno ci doteremo, ad esempio, di frangitori con nuove tecnologie per il raffreddamento della pasta, che ci faranno fare un ulteriore salto in avanti".

Esiste ancora una cultura dell’olio di qualità?

"Si, e continuerà ad esistere finché ci saranno aziende che metteranno la qualità al primo posto. Tuttavia nelle nuove generazioni possiamo notare una minore attenzione e una minore consapevolezza rispetto a questo prodotto. L’olio di qualità – e non parlo di quello che costa 2 euro e 50 – non è solo un piacere per il palato, ma è anche un toccasana per la nostra salute, un antibiotico naturale, grazie alle proprietà della vitamina E e dei polifenoli: i nostri nonni lo sapevano bene e infatti sulla loro tavola l’olio buono non poteva mai mancare. Il nostro impegno mira anche a far riscoprire questi valori legati alla nostra secolare tradizione culinaria e alla civiltà contadina da cui proveniamo".