Il progetto di integrazione con Ubi Banca "rappresenta la migliore opportunità di creazione di valore" per i soci dell’istituto bergamasco-bresciano che così "diventerebbero azionisti di un gruppo bancario italiano di dimensione europea patrimonialmente solido, che ha saputo dimostrare di creare valore nel tempo, con un basso profilo di rischio e un modello di business resiliente e ben diversificato, in grado di...

Il progetto di integrazione con Ubi Banca "rappresenta la migliore opportunità di creazione di valore" per i soci dell’istituto bergamasco-bresciano che così "diventerebbero azionisti di un gruppo bancario italiano di dimensione europea patrimonialmente solido, che ha saputo dimostrare di creare valore nel tempo, con un basso profilo di rischio e un modello di business resiliente e ben diversificato, in grado di ridurre l’ammontare dei crediti deteriorati continuando a garantire utili e dividendi in costante e progressiva crescita". A pochi giorni dalla partenza dell’Ops della prima banca italiana sulla quarta (l’offerta è iniziata il 6 e terminerà il 28 luglio), Stefano Barrese (nella foto), responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ribadisce la convenienza di questo progetto di integrazione, e non solo per i 30 miliardi in tre anni di credito aggiuntivo a favore di imprese e famiglie clienti.

"Se Ubi entrerà a far parte del gruppo Intesa, grazie al premio di quasi il 28% previsto e al concambio di 1,7, per un azionista Ubi che aderisse all’Ops e in possesso di 1.000 azioni ciò significherebbe un premio di circa 920 euro e, sulla base dei dividendi distribuiti negli anni 2014-18, un differenziale positivo pari a circa 820 euro"."Quella che nasce – spiega Barrese è una nuova realtà bancaria che trarrà la sua forza proprio dal solido rapporto che già esiste con le comunità con cui opererà, le famiglie, gli imprenditori, le Fondazioni. La prospettiva che offriamo, come ha sottolineato recentemente il nostro Ceo Carlo Messina, è di essere parte di un importante progetto che avrà nella creazione di valore per tutti gli stakeholder e nella distribuzione di flussi di dividendi sostenibili nel tempo alcuni significativi punti di forza e che, nel contempo, contribuirà in maniera determinante allo sviluppo dell’economia reale di tutte le aree interessate". Infine, Barrese ricorda che "il piano prevede la creazione di quattro nuove direzioni regionali a Brescia, Bergamo, Cuneo, Bari e la creazione a Pavia di un polo d’eccellenza per il settore agricolo".

Achille Perego