Nel cuore

del Parco della Maremma c’è un’azienda che ha scommesso sulla coltivazione di riso biologico, puntando su metologie innovative. Si tratta della Tenuta San Carlo, dell’imprenditrice italoamericana Ariane Lotti (nella foto). L’azienda è entrata a far parte della nuova sezione dedicata alle imprese della piattaforma POI, l’osservatorio web lanciato dal Segretariato italiano di PRIMA, il programma europeo che sostiene la ricerca e l’innovazione sui sistemi agroalimentari.

"La prima innovazione sulla quale stiamo puntando – spiega Lotti – è mirata al risparmio idrico. In Maremma ci sono terreni paludosi, che tengono bene l’acqua. Così, anziché allargarli stiamo provando a irrigarli con impianti a goccia, come si fa, per esempio, con i pomodori. Abbiamo seminato riso come fosse grano e proprio nei prossimi giorni avvieremo la raccolta". L’innovazione al servizio della sostenibilità, qundi, ma anche della redditività, tagliando consumi in termini di risorse naturali ed economiche.

Ma l’irrigazione a goccia non è l’unica innovazione che sta tentando l’azienda. "Poiché lavoriamo nel biologico – spiega ancora Lotti – non possiamo usare sostanze chimiche e la lotta alle erbacce è tutta meccanica. Così abbiamo deciso di provare a seminare un erbaio in autunno nella risaia che poi seminiamo a maggio. Il taglio dell’erba e subito dopo l’allagamento creano una pacciamatura che fermenta e rallenta la germinazione delle malerbe, consentento comunque la nascita del riso".

r. b.