Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale

RICCIONE (Rimini)

L’INTELLIGENZA artificiale (IA) già dal prossimo anno sarà in grado di rilanciare i processi aziendali delle imprese. E’ questa la sfida che Var Group, una realtà che continua a crescere e quest’anno ha raggiunto un fatturato di 335 milioni di euro con un incremento del 15%, ha presentato in un convegno a Riccione nei giorni scorsi. Al Palazzo dei congressi si sono riuniti un migliaio di imprenditori intenzionati a comprendere le potenzialità dell’intelligenza artificiale non solo nei settori ad alta tecnologia ma anche in settori più tradizionali. Var Group riunisce 1.900 esperti nelle sue 23 sedi su tutto il territorio nazionale potendo contare anche su 90 persone all’estero tra gli uffici in Spagna e Germania.

L’APPUNTAMENTO riccionese è stato completamente dedicato all’intelligenza artificiale, ospitando il primo Master tech con lo sviluppo dei progetti basati sulla IA. L’IA può diventare, hanno precisato i relatori, una concreta possibilità per dare slancio e ripensare i processi aziendali, dal marketing alla sicurezza, dall’automazione d’industria all’analisi dei dati fino alla produzione. Se per il futuro le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale possono rilanciare aziende e aumentare i fatturati, ciò non significa che ad oggi il segmento non abbia ricadute. «L’IA oggi in Italia vale circa 85 milioni di euro, ma potrebbe portare un raddoppio del Pil italiano in pochi anni» ha spiegato Marco Ferrando che guiderà l’R&D artificial intelligence. Ferrando, citando dati dell’Osservatorio sull’IA del Politecnico di Milano e di McKinsey ha precisato come «i progetti delle imprese in questo ambito sono per lo più in fase sperimentale, ma presto contribuiranno a modificare radicalmente il modo di fare impresa».

STANDO alle ricerche presentate dagli esperti intervenuti, l’80% degli amministratori delegati pensa che l’IA sia una priorità: ma solo il 17% di questi ha cominciato ad applicarla ai processi aziendali in Italia, contro una media del 30% in Europa. «L’Italia deve acquisire competenze sull’AI, sia applicative, all’interno delle aziende, che a livello tecnico – ha proseguito Ferrando – Per questo Var Group ha già in programma il lancio di un programma dedicato che si comporrà di Academy e altri strumenti. Lo sviluppo dell’IA nelle imprese italiane non può prescindere da due fattori fondamentali: lo sviluppo e diffusione delle competenze a tutti i livelli, e l’accesso e la messa a fattor comune dei dati aziendali, perché non vi può essere intelligenza artificiale alcuna senza dato».

LA RICADUTA dell’IA può coinvolgere ambiti produttivi sempre più ampi. Francesca Moriani, amministratore delegato di Var Group, è arrivata a Riccione «per tracciare con i nostri partner, i clienti, le università ed anche i ragazzi dell’Hacketon una possibile roadmap per l’adozione di progetti di artificial intelligence. Abbiamo guardato nel futuro insieme agli imprenditori e analizzato le loro strategie, sottolineando come l’IA possa dare più valore alle persone, scardinando la ripetitività di alcuni lavori, offrendo una visione globale del business che può aiutare a prendere decisioni e a valorizzare la creatività, il lavoro e il potenziale dell’intelligenza umana».

Il convegno riccionese è stato anche il palcoscenico per la competizione di 43 talenti tra i 19 e i 23 anni, divisi in 9 gruppi, provenienti dagli atenei di Palermo, Napoli, Ancona, Bologna e Roma che si sono sfidati in una maratona di sviluppo di 32 ore. L’obiettivo era realizzare un progetto basato sulle esigenze di sette grandi aziende. Hanno conquistato la vittoria i tre team e i rispettivi progetti per Acf Fiorentina, Lube Cucine e Gnv.© RIPRODUZIONE RISERVATA