Uno spazio interamente dedicato all’innovazione nel private banking con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni d’investimento, attraverso il contributo del fintech e dei partner nell’asset management, puntando ad arricchire non solo le competenze dei private banker, ma anche a tracciare nuove rotte e opportunità per il risparmio. Provando in più ad avvicinare la ricchezza privata all’economia reale e agli investimenti sostenibili.

Banca Generali, leader nella pianificazione finanziaria e nella tutela patrimoniale (con 45 filiali e 137 uffici a disposizione degli oltre 2050 consulenti finanziari) ha tagliato un altro importante traguardo sul fronte dell’innovazione con il nuovo Training & innovation hub per l’advisory private inaugurato la scorsa settimana a Milano. «BG Training & Innovation Hub» sarà il nuovo punto di riferimento per i private banker della banca del Leone per confrontarsi con l’evoluzione dei servizi di consulenza, advisory, e sviluppare nuove soluzioni negli investimenti. Il centro, situato in via Achille Mauri 2, all’angolo con lo storico stabile del gruppo Generali di Corso Italia 6, nuova sede dei circa 200 private banker e relationship manager di Banca Generali a Milano, si caratterizza come un’area di social working digital dove lavorare in team e confrontarsi sulle tematiche legate al fintech e agli investimenti.

L’Hub, quindi, sarà dedicato non solo alla formazione delle competenze ma soprattutto alla condivisione di idee ed esperienze per confrontarsi con l’evoluzione dei servizi di consulenza che passa anche dalle nuove tecnologie che vedono Banca Generali già offrire il digital contact service per l’operatività e la piattaforma di digital banking che consente ai clienti – anche tramite app – di accedere autonomamente ai servizi e alle operazioni bancarie. Oggi risparmiatori e investitori «cercano certezze e vogliono investire con consapevolezza», spiega l’ad di Banca Generali, Gian Maria Mossa (nella foto a destra), osservando come il ruolo del private banker stia cambiando. «L’evoluzione del fintech e le dinamiche dei mercati a tassi zero stanno accelerando la rivoluzione dell’offerta nel mondo del risparmio e del private banking». Per questo, nel nuovo hub verranno sviluppate soluzioni innovative nell’offerta dedicata alla protezione patrimoniale, nella pianificazione finanziaria così come nel wealth management grazie anche «alla collaborazione con prestigiosi partner internazionali e a piattaforme fintech in continua evoluzione». «Crediamo – conclude Mossa – che dall’esperienza dei nostri banker e dalle best practice di start up e modelli tecnologici all’avanguardia possa scaturire innovazione portando valore aggiunto alla relazione di fiducia consulente-cliente». Una relazione che, nella stagione dei tassi zero può includere, tenendo conto del rapporto rischio-rendimento, anche dell’apporto di nuovi strumenti finanziari, come gli investimenti illiquidi, che avvicinano il risparmio all’economia reale. Strumenti, come quelli riferiti al mondo del private debt o del private equity, che possono trovare nella clientela qualificata, e per una piccola porzione del portafoglio nell’ottica di diversificazione, spiragli interessanti.

Il numero uno della banca del Leone ha solo tracciato le linee guida del progetto «Bg4Real» focalizzato sugli investimenti meno liquidi che dalle prossima primavera sarà una delle novità più interessanti nell’ambito del private banking. «L’innovazione non riguarda solo l’uso della tecnologia, ma anche i prodotti, e le piattaforme per l’operatività e per il servizio dei nostri banker».

All’interno di una strategia che vede Banca Generali puntare su innovazione e crescita sostenibile, che ha già comportato una revisione al ribasso del pricing della sicav gestita Lux Im in chiave proprio di maggiore competitività e trasparenza, l’hub milanese sarà quindi la culla dove coltivare le competenze dei banker e dove dar vita a nuovi progetti distintivi in quest’industria. Durante l’anno oltre 2 mila professionisti della rete di Banca Generali saranno impegnati in attività di formazione per un totale di quasi 2mila ore.