Gita Gopinath, 49 anni, capo economista del Fmi: «Sfide difficili da affrontare»
Gita Gopinath, 49 anni, capo economista del Fmi: «Sfide difficili da affrontare»
di Elena Comelli Buone notizie dal Fondo Monetario Internazionale, che ha alzato in modo consistente le previsioni per il 2021 sull’Italia, oltre che su vari altri Paesi europei e sugli Stati Uniti. Nell’ultimo World Economic Outlook si parla di un +4,2% per il Pil italiano, ossia l’1,2% in più rispetto alle stime diffuse lo scorso gennaio. Per il 2022, invece, il Fondo prevede una crescita del 3,6%, invariata rispetto a quella pubblicata tre mesi fa. Migliora...

di Elena Comelli

Buone notizie dal Fondo Monetario Internazionale, che ha alzato in modo consistente le previsioni per il 2021 sull’Italia, oltre che su vari altri Paesi europei e sugli Stati Uniti. Nell’ultimo World Economic Outlook si parla di un +4,2% per il Pil italiano, ossia l’1,2% in più rispetto alle stime diffuse lo scorso gennaio. Per il 2022, invece, il Fondo prevede una crescita del 3,6%, invariata rispetto a quella pubblicata tre mesi fa. Migliora infine il dato relativo al 2020, rivisto da un calo del 9,2 a un -8,9%. Sul deficit, l’Fmi stima un rapporto con il Pil al 9,5% nel 2020, cui dovrebbe seguire un 8,8% quest’anno e un 5,5% il prossimo. Il debito-Pil, invece, ha toccato il 155,6% l’anno scorso e salirà ancora al 157,1% nel 2021, per poi scendere leggermente al 155,5% nel 2022. In gennaio il Fondo aveva previsto un deficit-Pil al 10,9% nel 2020 e al 7,5% nel 2021, mentre il debito-Pil era stimato rispettivamente al 157,5 e al 159,7%. Sul fronte del lavoro il peggio deve ancora venire: l’Fmi sostiene che il tasso di disoccupazione italiano si è fermato al 9,1% nel 2020, ma che salirà al 10,3% quest’anno e all’11,6% nel 2022. Il Fondo monetario ha migliorato anche le previsioni sull’economia globale, dopo la "storica" contrazione del -3,3 per cento del 2020.

Gita Gopinath, capo economista del Fmi, ha annunciato un miglioramento delle stime di mezzo punto percentuale per il 2021, al +6% globale, e di 0,2 punti percentuali per il 2022, al +4,4%. A trainare il miglioramento sono soprattutto gli Stati Uniti, che ottengono un "upgrade" dell’1,3% e arrivano a una crescita del 6,4% nel 2021. Per l’area euro, invece, il rialzo è limitato a 0,2 punti su entrambi gli anni, rispettivamente al +4,4% e al +3,8%. Per la Cina, il Fmi stima un Pil in rialzo dell’8,4% nel 2021 e del 5,6% nel 2022, dopo un rialzo del 2,3% nel 2020. I diversi ritmi della ripresa lasceranno una ferita difficilmente colmabile nel breve periodo: il Fmi stima che una fetta aggiuntiva di 95 milioni di persone sia entrata in povertà nel 2020 rispetto alle previsioni ante-Covid.

Oltre a diffondere le nuove previsioni macroeconomiche, il Fondo lancia anche una denuncia sull’accesso ai vaccini anti-Covid, definito "profondamente iniquo", perché "i Paesi ad alto reddito, dove vive il 16% della popolazione mondiale, hanno prenotato il 50% delle dosi".