di Davide Gaeta

L’accordo raggiunto all’unanimità tra Parlamento Europeo, Commissione e Consiglio per i fondi a sostegno della ripresa delle aziende agricole è stato ottenuto in tempi brevi; solo due triloghi, per diventare parte integrante del regolamento transitorio che sarà votato in plenaria a metà dicembre. Un plauso particolare

all’onorevole Paolo de Castro e al suo staff che ha negoziato ottenendo un ottimo pacchetto finanziario riuscendo a svolgere un esercizio complesso tra posizioni contrastanti specie in Consiglio. Si sbloccano così i fondi del cosiddetto programma ‘Next generation EU per lo sviluppo Rurale’ che saranno messi a disposizione già

dal 2021 e 2022. I punti principali dell’accordo prevedono risorse finanziare a sostegno alla ripresa delle aziende e delle zone di sviluppo rurale di oltre 8 miliardi di euro, smobilizzati dal Recovery Fund, per l’agricoltura europea a cui si aggiungono un anticipo dei 2,6 miliardi del programma di Sviluppo rurale. Oltre 10 miliardi di cui 1,22 miliardi destinati all’Italia.

Ma la positiva novità è la svolta verde che imbocca la politica europea riservando almeno il 37 % di tali fondi a misure agro-ambientali come l’agricoltura biologica, il miglioramento della gestione idrica, la conservazione dei suoli. Altrettanto importante che almeno il 55 % di questi fondi siano destinati alla piccola impresa agricola ed ai giovani con misure che premiano la filiera corta come la vendita diretta, la digitalizzazione dell’azienda, l’economia circolare, le energie rinnovabili, in accordo con il Green Deal. La quota contributiva può arrivare al 75% delle spese sostenute contro il 40% attuale. Una boccata di ossigeno ma anche un piano strategico per un’Europa migliore.

davide.gaeta@univr.it