di Davide Gaeta

Forse è un’informazione poco nota al pubblico non addetto ai lavori ma da sempre agricoltura e mondo femminile sono un binomio centrale per il sistema agro-alimentare. La forza della presenza femminile è radicata nell’azienda agricola e confermata dai dati ufficiali dell’occupazione, sebbene con una progressiva riduzione delle presenze. Rispetto ad un’occupazione totale del sistema agro-alimentare di circa 1,3 milioni di addetti In Italia, l’incidenza femminile è pari al 26% circa. La situazione è diversa in Europa. Paesi, come l’Austria e la Grecia vantano una presenza femminile che arriva a superare al 40% degli agricoltori. Francia e Germania, Croazia e Belgio intorno a un terzo rispetto agli occupati.

L’occupazione femminile non è l’unico parametro da tenere in considerazione. Cresce infatti il ruolo imprenditoriale e manageriale della donna in agricoltura, favorito anche dalle misure che l’Unione Europea ha messo in atto per favorire lo sviluppo di aziende agricole condotte e amministrate da donne.

In Italia è l’Ismea, azienda del Mipaf, che promuove con finanziamenti ad hoc le micro e medie aziende, in forma singola o associata, gestite dal mondo femminile. Mutui agevolati, fino a 300.000 euro, della durata variabile da 5 a 15 a tasso zero, per un importo fino al 95% delle spese ammissibili. Vengono finanziati progetti di sviluppo che perseguano la realizzazione del miglioramento di infrastrutture connesse alla modernizzazione dell’agricoltura, come opere edilizie, acquisto di macchinari e terreni e il miglioramento della sostenibilità dell’azienda, delle condizioni ambientali, del benessere degli animali. Ogni centesimo di spesa dedicato a queste imprese si rivela vincente, ad alto ritorno economico e sociale e gestito con eticità.

Davide.gaeta@univr.it