di Andrea Ropa

Cinquantadue milioni di investimenti e 150 nuovi posti lavoro creati. Numeri che, in tempi di pandemia, rappresentano una spruzzata di colore in un quadro economico a tinte grigio-nere. E soprattutto la voglia di ricominciare, la determinazione a fare impresa anche laddove le condizioni sono più difficili. È il caso di Sai - Schlote Automotive Italia, la newco protagonista di un’eccezionale convergenza di investimenti italiani e tedeschi in nome dello sviluppo tecnologico nel settore industriale dell’automotive.

Un progetto nato a inizio 2020 a Nusco, nel cuore dell’Irpinia, frutto della partnership di tre importanti gruppi industriali che si occuperà di lavorare scatole cambio, scatole frizione e altri componenti in lega di alluminio per le maggiori case automobilistiche europee. Il tutto su un’area di 40mila metri quadrati, di cui 14mila coperti, in cui lavoreranno 150 persone tra ingegneri, tecnici e operai la cui formazione avverrà attraverso stage in Italia e in Germania nei prossimi due anni. E poi cinque linee completamente automatizzate (nella foto) in grado di produrre un milione di pezzi all’anno, per un investimento totale di 52 milioni di euro e un fatturato a regime di circa 70 milioni.

A promuovere la joint venture i vertici di Sira Industrie, gruppo con sede nel Bolognese già presente nell’area irpina con Sirpress, leader nella produzione di stampi e getti pressofusi in alluminio per automotive. Il presidente, Valerio Gruppioni, ha coinvolto nell’operazione Bohai Trimet, società tedesca del gruppo cinese Baic, specializzata nella produzione di componenti per il comparto automotive, e la holding tedesca Schlote, leader nelle lavorazioni meccaniche di precisione e componenti per telai e trasmissioni di auto, che è diventata il socio di maggioranza. L’operazione vede il coinvolgimento anche di enti di supporto come Invitalia. I colloqui per le assunzioni sono già cominciati, anche attraverso le agenzie di lavoro interinale, e il primo ottobre lo stabilimento sarà a regime.

"Si tratta di un’operazione che, grazie a partner importanti, potrà rappresentare un volano per l’economia non solo territoriale ma nazionale – ha commentato Gruppioni –. Ci voleva coraggio, Covid o non Covid. L’immobile è stato acquistato durante il lockdown, segno che la volontà era davvero forte e i tempi per la produzione stretti. Da ottobre ci sarà un polo che potrà rifornire il meridione ma potrà anche esportare, come stiamo già facendo in Germania".

"Abbiamo deciso di fare un investimento in Sud Italia perché abbiamo i partner giusti sul posto, le aziende giuste – ha detto Jürgen Schlote, presidente di Schlote – La nostra azienda si occupa di lavorazioni meccaniche di componenti di precisione, parliamo di scatole cambio e scatole frizione. È questo che noi vogliamo fare in Irpinia, componenti di alta qualità per il nostro cliente Magna PT di Bari, che a sua volta consegnerà questi pezzi alle principali industrie automobilistiche come Daimler, Renault, Bmw, Fiat".

"L’obiettivo – ha aggiunto Luigi Mattina, Ceo di Bohai Trimet – è coinvolgere oltre alle già presenti case produttrici anche Mercedes e Volkswagen".

"Questa iniziativa dimostra che l’industria c’è – ha dichiarato Maurizio Marchesini vicepresidente di Confindustria con delega alle filiere e alle medie imprese – In un momento molto difficile, l’industria riesce ad andare oltre le difficoltà del momento. Oggi c’è una globalizzazione diversa, le filiere si stanno accorciando, le catene del valore stanno cambiando, l’importante è avere dei partner internazionali laddove questo valore viene creato".