di Cosimo Firenzani

Il settore più colpito dal Coronavirus è quello dei trasporti, segue l’auto, un comparto già indebolito prima della pandemia. Dal lato opposto, il settore agroalimentare, assieme al farmaceutico, è il più resiliente. È quanto emerge dal report del secondo trimestre di Coface, società di assicurazione dei crediti commerciali alle imprese private. L’azienda prevede che quest’anno l’ampiezza della recessione (calo del Pil mondiale del 4,4%) sarà più forte rispetto al 2009. Malgrado la ripresa attesa nel 2021(+5,1%), supponendo l’assenza di una seconda ondata dell’epidemia, il Pil rimarrà da 2 a 5 punti in meno rispetto al 2019 negli Stati Uniti, nella zona euro, in Giappone e nel Regno Unito.

Guardando alla situazione italiana, e in particolare al settore agroalimentare, scopriamo che "alcuni settori sono stati meno penalizzati di altri da Coronavirus – spiega Mario Boccaccini, presidente di Creditpartner e agente generale di Coface –. La Gdo ha fatto registrare aumenti nelle vendite fino al 10% rispetto all’anno scorso. Pure i negozi di prossimità hanno fatto registrare andamenti positivi durante il lockdown. In generale, comunque, i settori alimentare, medicale, sanificazione e igiene hanno sofferto molto meno di altri".

Creditpartner srl. è stata costituita nel 2008 su iniziativa della Creditpartner sas. che annovera al suo interno due agenti generali: Mario Boccaccini (nella foto tonda), il fondatore dell’Agenzia romagnola della Coface, e Luca Boccaccini, il figlio, che ha partecipato alla fase di fondazione e crescita dell’organizzazione del servizio alle imprese per la qualificazione del credit management per l’assicurazione dei crediti commerciali e per il rilascio di garanzie fidejussorie. Negli anni la società ha acquisito nuove risorse nei territori interessati. È attiva in Emilia Romagna con sedi a Ravenna, Cesena, Ferrara, Bologna, Parma, Modena e Reggio Emilia e nelle Marche con sedi a Pesaro ed Ancona. Credipartner opera in tutti i settori, ma sostiene realtà molto importanti del comparto agroalimentare e rappresenta una voce esperta su questa scena, lo dimostra l’essere azionista di Cesena Fiera, la società che organizza Macfrut.

Dall’osservatorio della società emerge la sofferenza del settore Horeca e, in generale, di tutte le attività che sono rimaste chiuse durante il lockdown. "Ma preoccupano in particolare le attività turistiche perché quest’anno non ci saranno visitatori stranieri e quelli italiani non riescono a compensare il gap", aggiunge Mario Boccaccini. Preoccupano anche l’aumento atteso del risparmio precauzionale delle famiglie, la cancellazione degli investimenti delle imprese in un contesto di incertezza persistente sull’evoluzione della pandemia. Secondo il report di Coface, le perdite irrecuperabili a livello di produzione in alcuni settori (in particolare attività di servizi così come materie prime utilizzate come combustibili) spiegano la mancanza di una ripresa rapida. Le misure adottate dalle banche centrali hanno permesso comunque di stabilizzare i mercati finanziari a partire dal mese di aprile. Quelle messe in atto dagli Stati (soprattutto in Europa occidentale) hanno avuto il merito di contribuire, finora, a mantenere alcune capacità produttive delle imprese, principalmente aumentando l’indebitamento.

Si deve, però, registrare, che le insolvenze d’impresa a livello globale dovrebbero aumentare di un terzo rispetto al 2019 entro il 2021. Malgrado le misure di sostegno pubblico, l’incremento delle insolvenze d’impresa già evidenziato nel precedente barometro Coface dovrebbe colpire tutte le principali economie avanzate: Stati Uniti (+43%), Regno Unito, (+37%), Giappone (+24%), Francia (+21%), Germania (+12%). Scendendo nel dettaglio della situazione italiana però si deve registrare "un certo senso di responsabilità delle aziende nel garantire i pagamenti ai fornitori – spiega Mario Boccaccini –. Abbiamo registrato un forte senso etico con la convinzione che un sistema funzionante e corretto conviene a tutti".