di Lorenzo Pedrini

Salute, ricerca e innovazione, con la scienza e la tecnologia a guidare la rivoluzione ecologica. Si è discusso di strategie e soluzioni per lo sviluppo di un modello agricolo nazionale in linea con le frontiere del Green Deal europeo, lo scorso 12 novembre, durante il 36esimo Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica ospitato nel Salone dei Cinquecento del fiorentino Palazzo Vecchio – in modalità consona all’emergenza Covid – tra dati inediti e nodi da sciogliere.

L’evento, organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e patrocinato, tra le altre istituzioni, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, vivrà due nuovi appuntamenti lunedì 30 novembre e giovedì 10 dicembre – sempre rispettando le norme anti Covid – , ma, nell’attesa, la carne al fuoco è già molta.

Già, perché durante l’assise alla quale hanno preso parte anche i vertici dell’associazione di produttori, distributori e trasformatori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici Demeter, sono stati analizzati i numeri di un settore in espansione, che, in materia di sostenibilità, può davvero fare la differenza. Con oltre 95% di prodotto esportato e 13.309 euro per ettaro di fatturato annuo, rispetto ai 3.207 della media nazionale, e con una media di 19 addetti ad azienda rispetto alla media italiana delle imprese agroalimentari di soli 2 addetti, infatti, il sistema biodinamico costituisce ora la proposta d’eccellenza per salvare l’economia italiana, insieme alla salute e all’ambiente, in una drammatica stagione di crisi. Tanto più se si considera che, nel pieno di una congiuntura quantomai complessa, sono ora in arrivo i 925 milioni di euro della quota del Recovery Fund destinata all’agricoltura, che non vanno sprecati, oltre alla ben più corposa cifra di 38,7 miliardi riservata all’Italia nell’ambito degli accantonamenti dell’Unione che serviranno a dare nuovo impulso al comparto agricolo. Perché questo enorme flusso di denaro finisca dove serve e sia utilizzato per un reale balzo in avanti all’insegna della cultura e delle colture ‘verdi’, quindi, servono oggi più che mai competenza e programmazione, le stesse che, da anni, Demeter mette al servizio del suo circuito di addetti ai lavori. "A ottobre sono stato chiamato dalla Commissione Europea per illustrare le linee guida Demeter dell’agricoltura biodinamica – ha spiegato, a questo riguardo, il presidente dell’Associazione Demeter Italia, Enrico Amico (nella foto) –, che già applicano tutte le nuove indicazioni delle istituzioni continentali per il Green Deal in agricoltura e costituiscono il modello più calzante per supportare tutti gli agricoltori italiani nella sfida della sostenibilità". I punti di forza del sodalizio presieduto da Amico e del sistema biodinamico in generale, del resto, sono proprio l’economia circolare, il recupero della sostanza organica, il contrasto alla desertificazione e ai cambiamenti climatici, il benessere animale, il mancato ricorso a pesticidi e antibiotici, l’alto valore nutrizionale e nutraceutico degli alimenti e la legalità, con la speranza che "la legge sull’agricoltura biologica in discussione al Senato riconosca la biodinamica, come i regolamenti Ue hanno fatto fin dal 1991".

Il consesso fiorentino al quale hanno preso parte scienziati provenienti da diversi prestigiosi atenei europei, inoltre, come ricordato dal presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Carlo Triarico, è servito anche per "tenere a battesimo la neonata Società Scientifica di Biodinamica, un’istituzione che vede attivi docenti di diverse università italiane e ricercatori dei più importanti enti del Paese" e per istituire la Borsa di Ricerca “Giulia Maria Crespi” e invitare a sostenere il fondo voluto per aiutare i giovani scienziati in agricoltura.