Andrea Goggi ha fondato nel 2015 la piattaforma di lavoro. jobby per far incontrare domanda e offerta
Andrea Goggi ha fondato nel 2015 la piattaforma di lavoro. jobby per far incontrare domanda e offerta

A marzo sono state richieste 10mila ore di lavoro per 2mila incarichi e un guadagno per i lavoratori di 100mila euro. È stato un mese di picco per jobby, azienda fondata nel 2015 da Andrea Goggi. Che cos’è? Una piattaforma di lavoro on-demand per far incontrare domanda e offerta di quelli che gli americani chiamano "job": i lavori temporanei. "L’azienda è nata da una suggestione, quella di riuscire a semplificare un settore che in Italia è enormemente burocratizzato fino alla completa eliminazione di intermediazioni – spiega Goggi – E così abbiamo creato una piattaforma digitale e un algoritmo capace di offrire lavoro temporaneo senza fare discriminazioni di genere o compenso, senza l’invio di curricula, ma solo attraverso una app che fa incontrare domanda e offerta in pochi clic".

Così jobby (minuscolo) viene incontro al picco di fabbisogno di lavoro per alcune aziende di questo periodo di lockdown come la grande distribuzione organizzata o la logistica. "Oggi stiamo aiutando tante aziende che devono gestire picchi di richieste totalmente inaspettate, che devono riconvertire il proprio modello o che addirittura devono aprire nuovi fronti di business e in questo momento siamo al loro fianco come una soluzione perfetta per trovare il personale di cui hanno bisogno", aggiunge Goggi. Con un processo guidato, in pochi click e in meno di un minuto, l’azienda può scegliere quello di cui si ha bisogno, inserire i dettagli del lavoro, i turni o gli orari e jobby calcola tutto in automatico permettendo di pubblicare la propria richiesta che in tempo reale verrà presentata ai workers attivi in zona.

"Ci occupiamo di trovare il worker migliore attraverso l’algoritmo di affinità per il job mentre tutto il processo sarà gestibile in autonomia dall’offerente in una modalità estremamente semplice e la piattaforma genererà e metterà a disposizione tutta la documentazione contrattuale e amministrativa – afferma Goggi - In Italia oggi non esiste un’altra piattaforma come questa verticale sul mercato del lavoro. A prestazione conclusa, il worker tramite l’app viene pagato e attenzione: ogni lavoratore è coperto da polizza assicurativa e da tutte le garanzie per effettuare lavoro in sicurezza e nel rispetto delle leggi. Se vogliamo è un alleato enorme anche per combattere il lavoro nero".

Jobby si pone anche l’obiettivo di semplificare i passaggi burocratici necessari per l’inizio di un lavoro: "Nessuna burocrazia, tutto avviene digitalmente tra worker e azienda via app – precisa Goggi - Oggi siamo l’unica piattaforma di lavoro temporaneo in Italia ad avere un set completo di strumenti per gestire digitalmente dalla A alla Z un rapporto di lavoro". Alcuni settori si sono naturalmente fermati, come ristorazione, hospitality e mondo dei servizi presso il domicilio delle persone, ma "nuovi ambiti e opportunità si sono aperti – spiega Goggi - Ad esempio la logistica sta crescendo tantissimo e anche il comparto agricolo con cui stiamo dialogando attivamente, offrendo la possibilità di trovare lavoratori temporanei per i picchi di richiesta, come per i raccolti o la vendemmia".

L’obiettivo di jobby promuove un concetto di lavoro flessibile e positivo che possa tenere in conto dei cambiamenti sociali, della disponibilità e delle competenze delle persone. "Proprio in questo periodo – conclude Goggi – ci siamo resi conto che la nostra missione originale, quella di semplificare l’accesso al lavoro, è di cruciale importanza per la vita delle imprese e per le persone. Lo è ora e a maggior ragione lo sarà nel post emergenza".