A sinistra: Roberto Longo, direttore commerciale di Italpollina Sopra: uno stand dell’azienda alla fiera Agra di Plovdiv, in Bulgaria
A sinistra: Roberto Longo, direttore commerciale di Italpollina Sopra: uno stand dell’azienda alla fiera Agra di Plovdiv, in Bulgaria

«È l’alba di un nuovo mondo. Un mondo più vicino alla natura». Un quarto di secolo fa Italpollina prendeva la strada della sostenibilità e non la lasciava più. Lo slogan di allora ha fatto scuola nel mondo dei fertilizzanti: «Fu una scelta forte, ma oggi non stiamo più correndo dietro al mercato, è lui che ci viene incontro». Parola di Roberto Longo, direttore commerciale dell’azienda con sede a Rivoli Veronese, distribuita in oltre 70 paesi nel mondo, con 4 stabilimenti produttivi e 13 sedi commerciali.

Proprio 25 anni fa infatti, Italpollina poteva sembrare una voce fuori dal coro, un vero pioniere della sostenibilità, «in quegli anni – prosegue –, abbiamo creato una tendenza, decidendo di usare sempre prodotti naturali». Ma invece passano gli anni ’90, arriva il boom dell’agricoltura biologica, e con essa la necessità per i coltivatori che volevano certificarsi, di ridurre il più possibile l’utilizzo della chimica nel loro lavoro. Il vento cambia, ed entrano in gioco i biostimolanti, uno dei punti forti di Italpollina. «Vengono impiegati nella agricoltura sostenibile per irrobustire le piante – spiega Longo -. In questo modo è possibile per i produttori ridurre l’uso degli additivi, limitando anche le ricadute sull’ambiente».

In poche parole, i biostimolanti hanno la funzione molto simile a quella degli integratori alimentari. «Per la loro produzione vengono impiegati esclusivamente prodotti naturali. Per esempio, sottoprodotti provenienti da alcuni stabilimenti, come semi e pannelli vegetali. Tramite un processo chiamato ‘Lisiveg’ questi composti vengono scissi in organismi più semplici destinati alla realizzazione di fertilizzanti liquidi». Il biologico è quindi un mercato acquisito quasi naturalmente dall’azienda veronese. «Dietro il nostro operato c’è sempre stata una via di fondo: il rispetto dell’uomo, della natura e degli animali. Il tutto aldilà delle rigide logiche di mercato».

Il segreto che c’è dietro, neanche a dirlo, si riassume in una sola parola: innovazione. Sono tre i centri di ricerca e sviluppo su cui Italpollina può contare, forti di investimenti che toccano il 30% del totale. Uno a Nizza, in Francia, mercato che per importanza è secondo solo a quello della Penisola. In Spagna, a Taragona, e quello acquisito 3 anni fa, in Indiana (Stati Uniti).

Nell’ideazione e definizione di nuovi prodotti l’attenzione è rivolta verso l’utilizzo di risorse rinnovabili, l’economizzazione delle risorse più preziose e scarse quali ad esempio l’acqua, la riduzione dell’impatto ecologico, l’ottimizzazione dei risultati.