Non si rinuncia alla vacanza nemmeno in tempo di Covid. Eppure l’estate 2020 sarà rivoluzionata dagli effetti della pandemia. Prima di tutto nei numeri, se si considera l’atteso e abbondante calo di presenze straniere con il quale fare i conti. E allora nei luoghi del turismo ci saranno soprattutto gli italiani. Quelli che riusciranno a regalarsi un viaggio, cioè il 47,5%: uno su due, con una rilevante quota di indecisi (il 25%) per i quali pesa l’incertezza – con annesse difficoltà economiche – legata alle conseguenze dell’emergenza sanitaria.

L’indagine di Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, dice che la maggior parte degli italiani che partiranno in estate resterà in patria, mentre il 6,9% andrà all’estero e il 3% andrà sia in Italia che in un Paese straniero. Estate rivoluzionata, si diceva. I cambiamenti riguardano pure il modo di vivere la vacanza. I viaggi si allungheranno fino a ottobre, con flussi distribuiti anche in quella che normalmente è la bassa stagione. Sceglierà "sicuramente" quel periodo il 17,9% dei pluri-vacanzieri, lo farà "probabilmente" il 46% di chi programma più di un soggiorno. E la vacanza con gli amici? Per pochi. Si parte soprattutto con la famiglia (40,2%) e in coppia (46,2%), mentre solo il 16,1% sceglierà di viaggiare con gli amici.

E ancora: il 73,5% degli italiani partirà tra fine giugno e agosto, il 26,5% sceglierà settembre-ottobre. Per tutti il mordi e fuggi sarà uno dei trend della stagione estiva: la gita fuori porta, sottolinea Enit, resta irrinunciabile nonostante la congiuntura economica. Cambiano anche i criteri di scelta del luogo in cui soggiornare. L’indagine dell’Agenzia nazionale del turismo conferma che le case – almeno per il momento – hanno più appeal degli alberghi. Un turista su tre si recherà in abitazioni private (di proprietà o in affitto, oppure ospite di parenti o amici), mentre solo il 16,5% dei vacanzieri alloggerà in albergo con una preferenza per le strutture con almeno tre stelle. Il 32,8% si concederà fino a 10 notti, il 26,4% anche di più. Capitolo destinazioni: a guidare la classifica delle preferenze nella stagione del turismo locale c’è la Puglia, seguita da Sicilia e Toscana. Più staccate altre località in Trentino Alto Adige (7,2%), in Sardegna (6,5%) ed Emilia-Romagna. Chiudono la top 10 il Veneto, la Liguria, la Campania e a pari merito la Lombardia e la Calabria.

La parola d’ordine è outdoor, visto che oltre la metà dei vacanzieri italiani sceglierà il mare (59,8%) o comunque la vacanza naturalistica (30%). Seguono la montagna (25,6%) e il relax (25,5%), mentre per il 23,2% il soggiorno estivo è motivo di esperienza culturale. Tra le altre motivazioni rilevanti spicca l’enogastronomia (13,6%), leva sempre più importante. I pochi italiani che sceglieranno l’estero si recheranno per lo più nell’Europa Mediterranea (37%), gli Stati Uniti restano il più ambito dei Paesi extraeuropei. E gli stranieri? Si naviga a vista, con la ripartenza dei voli cruciale per alimentare il turismo. La voglia di Italia resta, ma il flusso dall’estero sarà inevitabilmente rallentato. Aspettando la completa riaperture delle frontiere europee, un timido segnale positivo arriva dallo stop al calo delle prenotazioni aeroportuali dal 1° giugno al 19 luglio, stabili al -91,4%. Resta un abisso nel confronto col 2019, ma almeno il peggio sembra alle spalle. E la parola vacanza non è più tabù.

Giuseppe Catapano