di Andrea Telara

Bocciati ancora una volta in educazione finanziaria. È il responso sui risparmiatori e investitori del nostro Paese che emerge da una recente ricerca commissionata dalla Banca d’Italia, Si tratta dell’Indagine sull’Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani (Iacofi), condotta nei primi due mesi del 2020 prendendo in considerazione tre indicatori: le conoscenze, i comportamenti e le attitudini. Purtroppo, il responso dei ricercatori non è stato molto incoraggiante.

Tra i 26 Paesi partecipanti all’indagine i nostri connazionali hanno ottenuto infatti un punteggio inferiore alla media (11,2 contro 12) collocandosi nella parte bassa della classifica. Anche quest’anno, insomma, gli analisti hanno confermato una realtà che molti osservatori conoscono già: gli italiani hanno poca dimestichezza con il mondo della finanza, benché siano tradizionalmente dei grandi risparmiatori. Alcune banche ormai se ne sono rese conto e stanno dando vita a diverse iniziative per accrescere le competenze finanziarie dei clienti.

È il caso, per esempio, del Credito Emiliano (Credem) che ha promosso una serie di incontri divulgativi dedicati aperti agli stakeholder del gruppo (cioè i portatori di interessi economici rilevanti come per esempio i clienti, i dipendenti e i collaboratori). Tra gli appuntamenti in calendario, il 7 luglio scorso si è svolto un incontro dal titolo: ‘Decidere nell’incertezza’, al quale hanno preso parte il presidente di Credem, Lucio Igino Zanon di Valgiurata e Paolo Magnani, che nel gruppo emiliano ricopre la carica di coordinatore dell’area Wealth Management. Durante i sessanta minuti dell’evento in streaming i partecipanti hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi a concetti di educazione finanziaria attraverso percorsi di logica, matematica, psicologia cognitiva e comportamentale, stimolando il confronto tra quello che sarebbe ragionevole scegliere e quello che normalmente scegliamo, anche a causa delle scorciatoie istintive che ci possono condurre fuori strada.

"Come Gruppo Credem promuoviamo con convinzione l’educazione finanziaria poiché siamo convinti che lo sviluppo di competenze individuali sia indispensabile per rafforzare il tessuto sociale del nostro Paese", ha dichiarato Zanon di Valgiurata, che ha aggiunto: "Iniziative come digital live talk contribuiscono a comprendere meglio i meccanismi in base ai quali ciascuno di noi assume decisioni in ambito finanziario.

Dello stesso parere anche Magnani, coordinatore dell’area Wealth management che ha associato le attività di educazione finanziaria alla necessità per le banche di instaurare con i risparmiatori un rapporto "solido, sano e duraturo", in modo da accrescere le competenze dei clienti e "indirizzarne con professionalità e autorevolezza le scelte e i comportamenti nell’ambito del risparmio, della previdenza e della protezione del patrimonio". Questa attitudine e impegno, a detta di Magnani, diventano particolarmente importanti nei momenti di incertezza economica e finanziaria come quello che stanno attraversando le famiglie, a causa dell’emergenza Coronavirus. L’appuntamento digitale del Credem è stato realizzato in collaborazione con la società di comunicazione e divulgazione scientifica Taxi1729 e con la Feduf (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio), nata per iniziativa dell’Abi (Associazione bancaria italiana).

"I recenti dati delle ricerche internazionali rivelano quanto sia urgente un’azione di sistema per la crescita dell’educazione finanziaria degli italiani", ha detto Giovanna Boggio Robutti, direttore generale di Feduf, sottolineando l’opportunità di "sensibilizzare i cittadini a questi temi, tanto complessi quanto indispensabili, con modalità empatiche e innovative".