7 apr 2022

Italia, l'export in Russia vale 7,7 miliardi di euro: Umbria e Marche prime

Secondo un'analisi di Prometeia, abbigliamento e macchinari sono i settori più legati a Mosca

michele zaccardi
Economia
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Un'azienda tessile

L'Europa deciderà oggi sulle nuove sanzioni contro la Russia di Putin. Il quinto pacchetto di misure, annunciato martedì scorso, colpisce circa 10 miliardi di euro di esportazioni verso Mosca. Oltre al blocco delle importazioni di carbone, che vale 4 miliardi di euro, si impedisce la vendita di computer quantici, semiconduttori avanzati, macchinari sensibili e mezzi di trasporto. Se è ancora presto per stimare l'impatto delle sanzioni sul nostro Paese, si può provare a vedere quali territori e quali settori sono più a rischio. Sulla base degli ultimi dati Istat, la società di consulenza Prometeia ha calcolato chi potrebbe avere i maggiori problemi.

Nel 2021, le esportazioni italiane in Russia sono state pari a 7,7 miliardi di euro, l'1,8% del totale. Il settore più esposto è l'abbigliamento. Il comparto realizza il 3,9% del suo export in Russia, per un giro di affari di 734 milioni di euro. Anche per i macchinari il mercato russo rappresenta uno sbocco importante, con vendite pari a 678 milioni di euro (2,9% dell'export). Infine, i mobili e l'arredamento, per i quali la Russia costituisce il 3% del totale delle vendite all'estero.
È interessante notare come il panorama sia variegato tra le regioni italiane. La Russia è un partner considerevole per molti territori del Paese, mentre per altri riveste un ruolo marginale. Le regioni più legate a Mosca sono l'Umbria, dove il mercato russo rappresenta il 2,7% dell'export totale, le Marche (2,4%), l'Emilia Romagna (2,1%) e la Calabria (2%). Le differenze a livello territoriale rispecchiano le specializzazioni produttive delle varie zone.

Così, l'Umbria, dove il settore della moda è una realtà importante, vende in Russia vestiti per 48 milioni di euro, il 15% del totale dell'export. Il secondo comparto più esposto è quello della “produzione di oli e grassi”, per il quale Mosca vale 12 milioni di euro, il 7% delle esportazioni. Nelle Marche, invece, è il settore delle calzature quello più dipendente dagli acquisti russi, con un giro d'affari di 81,6 milioni di euro (8% dell'export totale). In Emilia Romagna, come in Umbria, è la moda l’industria più legata a Mosca. Infine, in Calabria le esportazioni verso la Russia di “macchine di impiego generale” valgono 3,2 milioni di euro e rappresentano addirittura il 47% delle vendite all'estero del settore.

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