La mappa di Trasparency International
La mappa di Trasparency International

Roma, 27 gennaio 2016 - L'Italia migliora, ma è ancora bocciata per corruzione. Il nostro Paese risulta il secondo membro dell'Ue più corrotto dopo la Bulgaria. Da rallegrarsi quindi, c'è ancora ben poco. Nel rapporto 2015 di Transparency International, organizzazione non governativa che vigila su tangenti e dintorni nella pubblica amministrazione, l'Italia si piazza al 61esimo posto per corruzione percepita, in una lista che vede al vertice le nazioni considerate più sane, con un punteggio di 44 punti, in miglioramento rispetto ai 43 punti del 2014. Nel 2014 la nostra penisola si era piazzata al 69esimo posto su 175. 

In una scala da zero ("molto corrotto") a cento ("molto pulito"), con 44 punti l'Italia si trova comunque nella parte sinistra della classifica per punteggio, cioè  tra quei paesi dove "la corruzione tra istituzioni pubblici e dipendenti è ancora comune". Peggio di noi, nell'Ue, fa solo la Bulgaria (che l'anno scorso aveva la stessa posizione dell'Italia), mentre la Grecia e la Romania ci superano al 58esimo posto, risalendo entrambe di 11 posizioni. E tra le nazioni che ci battono in trasparenza figurano Botswana (ventottesima), Ruanda (quarantaquattresima) e Ghana (cinquantaseiesima). 

In testa alla classifica ci sono i paesi del Nord Europa, primo tra tutti la Danimarca, seguito da Finlandia e Svezia. Seguono nella classifica  Nuova Zelanda, Olanda, Norvegia, Svizzera, Singapore, Canada e Germania, decima a pari merito con la Gran Bretagna. Fanalino di coda è invece la Somalia, a pari merito con la Corea del Nord. 

Seguono, risalendo dal penultimo posto, Afghanistan, Sudan, Sud Sudan, Angola, Libia, Iraq, Venezuela a Guinea-Bissau. Tra le grandi economie del G20, dopo Canada, Germania e Regno Unito) troviamo gli Usa (sedicesimi), il Giappone (diciottesimo), la Francia (ventitreesima) e la Corea del Sud (trentasettesima). L'Italia, da parte sua, si trova a condividere il sessantunesimo posto con il Sud Africa. Ancora più in basso Brasile e India (settantaseiesimi) e Russia (alla posizione numero 119). Guadagna posizioni la Cina, che l'anno scorso era centesima e oggi è ottantatreesima.