Decreti che scadono, provvedimenti da esaminare, piani da discutere e approvare, a cominciare da Mes e Recovery Fund: l’emergenza economica e sociale del Paese incombe e per evitare un autunno da incubo la politica, a cominciare dal Parlamento, non può non rimanere aperta e attiva anche ad agosto. Una prospettiva che trova conferma anche nell’ultimo bollettino di guerra della drammatica crisi economica da Coronavirus con i nuovi numeri da profondo rosso: ad aprile fatturato e ordinativi dell’industria crollano di circa il 50% sull’anno precedente. Il rischio della...

 

 

Decreti che scadono, provvedimenti da esaminare, piani da discutere e approvare, a cominciare da Mes e Recovery Fund: l’emergenza economica e sociale del Paese incombe e per evitare un autunno da incubo la politica, a cominciare dal Parlamento, non può non rimanere aperta e attiva anche ad agosto. Una prospettiva che trova conferma anche nell’ultimo bollettino di guerra della drammatica crisi economica da Coronavirus con i nuovi numeri da profondo rosso: ad aprile fatturato e ordinativi dell’industria crollano di circa il 50% sull’anno precedente.

Il rischio della chiusura di oltre 270mila imprese del commercio è stato a più riprese segnalato da Confcommercio. La prospettiva di oltre un milione di posti di lavoro in meno nei prossimi mesi è incombente, mentre sono circa 300 mila i contratti a termine non rinnovati mensilmente da marzo a oggi. Della cassa integrazione di marzo-aprile sono giacenti all’Inps altre 80 mila domande, per più di 800 mila lavoratori.

Insomma, quando il premier Giuseppe Conte parla "della crisi più profonda degli ultimi 70 anni della storia della Repubblica" indica la consapevolezza di "un quadro preoccupante che difficilmente risparmierà alcuni settori, e che rischia di incidere in maniera strutturale". Sono ben consapevoli della situazione gli industriali e gli imprenditori che stanno chiedendo a ripetizione di tenere aperti gli stabilimenti anche a luglio e agosto e di rinviare e scaglionare le ferie. A sollecitare una soluzione di questa portata, per recuperare produzione e fatturato, sono stati innanzitutto i vertici delle Confindustrie del Nord (Piemonte in testa), ma anche le associazioni imprenditoriali del Sud. In prima fila, tra le imprese che hanno già messo in cantiere il congelamento delle ferie ad agosto Luxottica, per citare un caso eclatante. D’accordo a discutere sul dossier ferie è il sindacato. Maurizio Landini (Cgil) avvisa che il nodo vero è evitare che vi siano lavoratori cassintegrati dopo agosto.

Ma se imprese e sindacati si muovono per tenere aperto, non diversamente dovrebbero fare i palazzi della politica, a cominciare dal Parlamento. Dei 98 provvedimenti attuativi del decreto legge Rilancio solo il 20% ha visto la luce. Ma se questa incombenza riguarda principalmente i ministeri, nondimeno sono all’orizzonte altri provvedimenti di urgenza che non possono non richiedere il passaggio parlamentare. È di due giorni fa il decreto legge sull’anticipo della cassa integrazione a fine giugno per evitare di lasciare a secco imprese e lavoratori. E potrebbe non essere sufficiente perché proprio a fine luglio il problema potrebbe proporsi di nuovo. Ma alle viste è anche un decreto sul lavoro per favorire il rinnovo dei contratti a termine e il rientro in fabbrica o in ufficio di lavoratori sull’orlo del licenziamento. Per non parlare della fine del blocco dei licenziamenti proprio ad agosto.