L’Italia resta, anche nel 2020, la prima beneficiaria in Europa per l’azione della Bei, la banca europea degli investimenti, ricevendo 11,9 miliardi di euro fra prestiti e garanzie, un forte sostegno contro la crisi Covid-19 e un impegno sempre maggiore verso l’azione climatica e investimenti ‘green’. Il vicepresidente Dario Scannapieco, in una conferenza stampa virtuale, snocciola i dati di un’azione frutto del "cambio di passo" che ha saputo dimostrare l’Europa ma ammonisce anche l’Italia a non sprecare "L’opportunità unica" del Recovery fund. Rispetto agli anni scorsi il nostro Paese e la macchina statale, spiega, deve dimostrare "discontinuità" nel mettere a terra i progetti. Quando finirà la pandemia, o almeno la sua fase più acuta, torneranno gli investimenti ma l’Italia non può permettersi un recupero come quello durante la crisi dei debiti sovrani. Gli altri Paesi europei riuscirono infatti a tornare in breve ai livelli pre-crisi mentre l’Italia arrancò.

Ora il piano della Ue non deve essere visto solo come "un’opportunità finanziaria" ma come un modo per attuare quelle riforme che ci permettano di crescere agli stessi livelli dei partner comunitari. Nel frattempo la Bei sta spingendo forte con ampio ventaglio di misure. Il gruppo Bei, nel 2020, ha realizzato 76,8 miliardi di nuova finanza con un aumento del 6,4% anno su anno. Un euro su 6 quindi è stato destinato al nostro Paese con un valore che rappresenta lo 0,73% del Pil italiano. Si tratta di 32,4 miliardi di investimenti attivati, pari al 2,0% del Pil. Un punto focale è la lotta al cambiamento climatico. Il 40% dei prestiti sono destinati all’azione climatica e al cambiamento ambientale. Nel nostro paese sono stati destinati 3 miliardi a favore di 8 miliardi di investimenti in questo ambito. Vitale è stato l’impegno contro la crisi Covid-19: 2 miliardi per la Sanità (1 miliardo già erogato): 8.000 posti in terapia intensiva e sub-intensiva, 651 pronto soccorso e 9.600 assunzioni.