di Elena Comelli Bruxelles scende in campo sul caso Alitalia, con un colpo al cerchio e uno alla botte, come previsto. Da un lato il prestito ponte da 900 milioni (+350 milioni d’interessi) concesso nel 2017 all’ex compagnia di bandiera è illegale e va recuperato, dall’altro Ita ha semaforo verde per decollare ed essendo in "netta discontinuità" con Alitalia non ne eredita le pendenze. Il ritardo nell’annuncio da parte della Ue ha dato tempo al governo di individuare una soluzione per evitare che Alitalia, zavorrata dalla richiesta di restituire soldi che non ha, fallisca prima di aver trasferito alcuni asset a Ita. Il consiglio dei ministri ha approvato infatti una norma che velocizza le procedure, per adeguarle...

di Elena Comelli

Bruxelles scende in campo sul caso Alitalia, con un colpo al cerchio e uno alla botte, come previsto. Da un lato il prestito ponte da 900 milioni (+350 milioni d’interessi) concesso nel 2017 all’ex compagnia di bandiera è illegale e va recuperato, dall’altro Ita ha semaforo verde per decollare ed essendo in "netta discontinuità" con Alitalia non ne eredita le pendenze. Il ritardo nell’annuncio da parte della Ue ha dato tempo al governo di individuare una soluzione per evitare che Alitalia, zavorrata dalla richiesta di restituire soldi che non ha, fallisca prima di aver trasferito alcuni asset a Ita. Il consiglio dei ministri ha approvato infatti una norma che velocizza le procedure, per adeguarle "alle sopravvenute esigenze connesse ai tempi di adozione della decisione europea della vicenda Alitalia".

Di qui la necessità di far decollare al più presto la nuova compagnia, chiudendo le gare per l’acquisizione di 52 aerei e 2.800 dipendenti (contro gli attuali 10.200) e avviando quella per il brand Alitalia. "L’Italia ha dimostrato che c’è una netta discontinuità tra Alitalia e la nuova compagnia aerea Ita", ha riconosciuto la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager. Via libera anche agli apporti di capitale pubblico – 1,35 miliardi – nella nuova società, ritenuti in linea con le condizioni di mercato e non aiuti di Stato. Manca però all’appello un’altra decisione, sugli ulteriori 400 milioni ottenuti da Alitalia nel 2019. "Questa indagine è in corso – ha detto Vestager – e ci aspettiamo di essere in grado di adottare a breve una decisione finale".

Per garantire la discontinuità la Commissione ha ottenuto dall’Italia diverse assicurazioni. Il ramo Aviation — che Ita potrà comprare direttamente da Alitalia — "avrà un perimetro di attività notevolmente ridotto e gestirà meno della metà della flotta di aeromobili di Alitalia, concentrandosi sulle rotte redditizie e abbandonando quelle in perdita". Confermato poi il taglio degli slot (-15% a Milano Linate, -57% a Roma Fiumicino). Handling e manutenzione saranno vendute mediante "gare d’appalto aperte, trasparenti, non discriminatorie e incondizionate". Il brand Alitalia "sarà ceduto al miglior offerente mediante gara", cui Ita potrà partecipare in concorrenza con altri offerenti. Il programma di fidelizzazione di Alitalia (MilleMiglia) non potrà andare a Ita, così come i biglietti prepagati di Alitalia. Ita, poi, "assumerà un numero ridotto di personale proveniente dal mercato, Alitalia compresa, ma con un nuovo contratto di lavoro conforme alle condizioni del mercato" (quel 30% di meno su cui si sono rotte le trattative con le rappresentanze sindacali).

I sindacati, intanto, continuano a protestare. A Roma slogan, striscioni, e cori sono andati in scena ieri durante la manifestazione partita da piazza San Silvestro, a pochi passi da Palazzo Chigi, mentre le rappresentanze sindacali venivano ricevute dalla viceministra dell’Economia Laura Castelli. I sindacati hanno espresso ancora una volta tutte preoccupazioni per il futuro di quasi 8.000 lavoratori Alitalia che non saranno assunti dalla newco. Il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha cercato di rassicurarli dicendo che "sul futuro delle persone che resteranno nella vecchia Alitalia, il ministro del Lavoro Orlando ha già individuato possibili soluzioni, non solo per ammortizzatori sociali di breve termine, ma anche per una formazione continua". E ha spiegato che "il piano di Ita è un piano a crescere" per cui ci sarà "bisogno di avere lavoratori formati, pronti ad essere reimpiegati nel momento in cui Ita realizzerà un piano industriale in crescita".