Roma, 8 giugno 2020 - Nel 2020 il Pil calerà dell'8,3%, e ci sarà "una ripresa parziale nel 2021", con un rialzo stimato del 4,6%. Queste le previsioni dell'Istat sulla situatione economica in Italia, che tiene conto sia della crisi sanitaria del coronavirus che dei segnali di stagnazione che si erano presentati alla fine del 2019, prima del lockdown.   

"Shock senza precedenti"

Nel report 'Prospettive per l'economia italiana', viene sottolineato come "il dilagare dell'epidemia di Covid-19 e i conseguenti provvedimenti di contenimento decisi dal Governo" abbiano "determinato un impatto profondo". L'Istat parla di uno "shock senza precedenti", che ha portato "ampi livelli di incertezza". Confermato dal fatto che rispetto alle precedenti stime sul 2020 "nel complesso la revisione al ribasso del Pil è stata pari a circa 9 punti percentuali".

Crollo consumi

Duramente colpito il lavoro e le famiglie. L'Istat prevede una "caduta" per i consumi delle famiglie di -8,7%, seguito dal crollo degli investimenti (-12,5%). Ma sale la spesa della P.a.: "una crescita dell'1,6% della spesa delle amministrazioni pubbliche".

Lavoro, in 4 mesi 500 mila inattivi

Tra i dati che riguardano il lavoro colpisce l'aumento di chi ha scelto l'inattività nei primi 4 mesi del 2020: "Nel confronto con la media del 2019, nei primi 4 mesi dell'anno circa 500 mila persone hanno smesso di cercare lavoro transitando tra gli inattivi". L'Istat fa una premessa nelle 'Prospettive per l'economia italiana nel 2020 e ne l 2021', scrive: "La lettura della crisi attraverso i dati del mercato del lavoro assume forme e intensità diverse rispetto al consueto andamento degli indicatori". Quindi: "Nel biennio di previsione, gli effetti di transizione verso l'inattività sono attesi influenzare la disoccupazione che dovrebbe ridursi nell'anno corrente (9,6%) per poi aumentare quello successivo (10,2%). Nel 2019 il tasso di inattività si è attestato al 10%. 

Ripresa parziale nel 2021

Dagli indicatori disponibili per il mese di maggio l'Istat segnala "alcuni primi segnali di ripresa in linea con il processo di riapertura delle attività". Si legge nel report: "La ripresa delle attività di produzione e consumo è attesa sostenere un miglioramento del clima economico con un effetto positivo sul Pil che, dopo una flessione ulteriore nel secondo trimestre, è previsto in aumento nel secondo semestre dell'anno".

Il drastico ridimensionamento del commercio mondiale influenzerà il commercio estero italiano durante tutto l'anno. Le previsioni sulle esportazioni parlano di una diminuizione del 13,9% nel 2020, e di un aumento del 7,9% nel 2021. "Il rallentamento dell'attività economica e il calo degli acquisti osservato nella prima parte dell'anno dovrebbero determinare, inoltre, una flessione delle importazioni pari al 14,4% nel 2020 e un aumento del 7,8% nel 2021", spiega l'Istat.

Gualtieri: "Confermate previsioni governo"

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha commentato le Prospettive per l'economia italiana pubblicate dell'Istituto di statistica nel corso della firma del 'Patto per l'export' alla Farnesina: "I dati Istat confermano le previsioni del governo" e indicano "una possibile ripresa nel terzo trimestre", con qualche segnale visibile già ora. Per questo "è giusto lavorare intensamente per cogliere la sfida".