Roma, 1 febbraio 2021 - Brutte notizie sul fronte lavoro. A dicembre 2020 è tornato a crescere il numero dei disoccupati e degli inattivi. Lo rileva l'Istat, che registra un -0,4% dell'occupazione rispetto a novembre (pari a -101mila unità). La dimunizione - spiega l'istituto di statistica in una nota - coinvolge le le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d'età, con l'unica eccezione degli ultracinquantenni che mostrano una crescita; sostanzialmente stabile la componente maschile. 

Crollo del lavoro autonomo

Da sottolineare in particolare il crollo dell'occupazione per i lavoratori indipendenti, complici la pandemia e la crisi economica. L'Istat segnala che, a dicembre, sono diminuiti di 79.000 unità, sui 101.000 posti persi complessivamente rispetto a novembre. I lavoratori dipendenti scendono di 23.000 unita: -16.000 i permanenti e -7.000 quelli a termine. Nell'arco del 2020 gli indipendenti scendono di 209.000 unita' sulle 444.000 in meno totali. Per i lavoratori dipendenti il calo è pari a 235.000 unità, ma a pagare il conto sono solo i lavoratori a termine che scendono di 393.000 unita', a fronte di un aumento di 158.000 unità di quelli permanenti grazie al blocco dei licenziamenti. 

Tasso di occupazione al 58,8%

Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58,0% (-0,2 punti percentuali).  Il numero di persone in cerca di lavoro torna a crescere (+1,5%, pari a +34mila unità) in modo generalizzato e solo per 15-24enni si osserva una diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 9,0% (+0,2 punti) e tra i giovani al 29,7% (+0,3 punti).  
Nell'ultimo mese del 2020 cresce il numero di inattivi (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35 49enni, mentre diminuisce tra gli uomini e le restanti classi di età. Il tasso di inattività sale al 36,1% (+0,1 punti). 

L'ultimo trimestre

Nonostante il calo di dicembre - sottolinea però l'Istat - il livello dell'occupazione nel trimestre ottobre-dicembre 2020 è superiore dello 0,2% a quello del trimestre precedente (luglio-settembre 2020), con un aumento di 53mila unità. Nello stesso periodo poi calano le persone in cerca di occupazione (-5,6%, pari a -137mila) e aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,1%, pari a +17mila unità).  

444 mila lavoratori in meno

Le ripetute flessioni congiunturali dell'occupazione registrate tra marzo e giugno 2020, unite a quella di dicembre, hanno portato l'occupazione a un livello più basso di quello registrato nel dicembre 2019 (-1,9%, pari a -444mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-235mila) e autonomi (-209mila) e tutte le classi d'età, ad eccezione degli over 50, in aumento di 197mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica. 
Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,9 punti percentuali.  

A dicembre 2020, le ore pro capite effettivamente lavorate settimanalmente, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 28,9, livello di 2,9 ore inferiore a quello registrato a dicembre 2019; la differenza scende a 2,5 ore tra i dipendenti, per i quali il numero di ore lavorate è pari a 28,0. Nell'arco dei dodici mesi, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,9%, pari a -222mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+3,6%, pari a +482mila).