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22 feb 2022

Istat, inflazione in Italia +4,8%. Ai massimi dal 1996. Ecco quali sono le città più care

Diffusi i dati del mese di gennaio. A sorpresa i rincari minori a Milano e Torino

22 feb 2022
fabio lombardi
Economia

Milano, 22 febbraio 2022 - Cresce l'inflazione nel mese di gennaio. E lo fa raggiungendo raggiungendo i massimi da 26 anni a questa parte. Colpa soprattutto dei prezzi dell'energia i cui aumenti, oltre che dalla ripresa post Covid, sono alimentati dalle paure legate alla crisi Ucraina. L'Istat conferma il dato sull'inflazione di gennaio con un indice nazionale dei prezzi al consumo che registra un aumento dell'1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua (da +3,9% del mese precedente), attestandosi ai valori più alti da aprile 1996.

Colpa dei prezzi dell'energia

L'Istituto nazionale di statistica (Istat) segnala come l'ulteriore e marcata accelerazione dell'inflazione su base annua è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare a quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +94,6%), e in misura minore ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +22,0% a +22,9%), dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +5,3%). L'Istat evidenzia invece il rallentamento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,5%). L' 'inflazione di fondo', al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +1,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera da +1,6% a +1,8%

Cos'è l'inflazione

L'inflazione è l'indice che misura l'aumento dei prezzi su larga scala. In sostanza rappresenta l'aumento del costo della vita. Per calcolarlo si fa la media della variazione dei prezzi di un "paniere di beni" (cibo, energia e servizi più comuni) considerati rappresentativi dei consumi di una popolazione. Il paniere varia nel tempo in base agli usi e i costumi (ad esempio quest'anno sono stati inseriti i tamponi anti-Covid).

Cosa aumenta

Su base mensile l'aumento dell'indice generale è dovuto, per lo più, ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (+43,8%) e in misura minore a quelli degli Energetici non regolamentati (+3,0%), dei Beni alimentari non lavorati (+2,0%), degli Alimentari lavorati (+1,3%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%) e dei Beni durevoli (+0,8%).

Cosa diminuisce

Solo i Servizi relativi ai trasporti diminuiscono (-1,6%), a causa per lo più di fattori stagionali.  Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +5,5% a +7,0%) e di un solo decimo di punto anche quelli dei servizi (da +1,7% a +1,8%). Il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni resta negativo (-5,2 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a dicembre (-3,8). L'inflazione acquisita per il 2022 è pari a +3,4% per l'indice generale e a +1,0% per la componente di fondo.

Le città più care

A gennaio l'inflazione accelera in tutte le ripartizioni geografiche, confermandosi al di sopra del dato nazionale nelle Isole (da +4,5% di dicembre a +5,5%), nel Nord-Est (da +4,0% a +5,4%) e nel Sud (da +4,1% a +5,0%), pari al dato nazionale al Centro (da +3,9% a +4,8%), mentre si posiziona al di sotto nel Nord-Ovest (da +3,5% a +4,3%). Lo rileva l'Istat diffondendo i dati definitivi sui prezzi al consumo a gennaio.

Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti l'inflazione più elevata si osserva a Bolzano (+6,2%), Trento e Trieste (+5,9% per entrambe), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano a Milano (+3,9%) e Torino (+3,8%).

 

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