25 nov 2021

Irpef 2022: bonus Renzi addio con la riforma. Come cambiano aliquote e scaglioni

Riforma, raggiunto l'accordo tra le forze di maggioranza: "Interventi strutturali". Ok anche al taglio dell'Irap per ditte individuali e lavoratori autonomi

Roma, 25 novembre 2021 - Rivoluzione Irpef. Raggiunto l'accordo politico sulla riforma: gli scaglioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche scendono da 5 a 4, così come le aliquote.  "Un primo passo strutturale, non solo per il 2022", dice il viceministro al Mise Gilberto Pichetto, al termine del tavolo con le forze di maggioranza al Mef su Fiscotaglio delle tasse.  Detto dell'accordo politico, aggiunge Pichetto, "Franco ne deve parlare con Draghi, noi con i nostri partiti e poi rivederci". Secondo quanto si apprende, con la riforma dell'Irpef salta il bonus di Renzi da 80 euro diventati poi 100. Intesa anche sul taglio dell'Irap. Le misure, nel caso, entreranno in vigore dal 2022. 

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Come cambiano scaglioni e aliquote

La fascia di reddito più bassa, fino a 15mila, resta invariata al 23%, quella 15-28mila scende dal 27% al 25%, quella 28-50mila va dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si passa direttamente al 43%. Viene cancellata, quindi, l'aliquota del 41%. Sulla no tax area si valutano piccole modifiche.  Anche le detrazioni verranno 'riprofilate' e questo, viene riferito, porterà a un vantaggio anche per i redditi sopra i 50mila euro, penalizzati (quelli da 50 a 75mila) dalle nuove aliquote. Confermato l'addio al bonus Renzi da 80 euro che sarà riassorbito proprio con il riordino delle detrazioni.

Le vecchie aliquote. Attualmente si paga il 23% fino a 15mila euro, il 27% da 15 a 28mila, il 38% da 28mila a 55mila, il 41% da 55 a 75mila e il 43% oltre i 75mila. 

Nuove aliquote e scaglioni
Nuove aliquote e scaglioni

Irap

L'accordo riguarderebbe quindi anche la revisione dell'imposta regionale sulle attività produttive. Un ragionamento che vede "una scelta verticale", spiega Pichetto. Non dovranno più versare l'Irap, in base all'intesa,  "tutte le ditte individuali e i lavoratori autonomi". Per quanto riguarda le start up innovative "dovrebbero" rientrare nelle categorie escluse dal pagamento dell'imposta. 

Fondo da 8 miliardi

Le novità dovranno essere tradotte in un emendamento al Ddl di Bilancio, da presentare in prima lettura al Senato.  Pichetto conferma che l'operazione resta "entro gli 8 miliardi" che erano stati preventivati: di questi la revisione dell'Irpef assorbirà 6,5-7 miliardi.  Per il taglio dell'Irap sarà invece stanziato "un po' più di 1 miliardo".

Le reazioni

Arriva un plauso trasversale all'accordo da parte delle forze di maggioranza. "L'accordo sposa la linea di Forza Italia e vede accolte le nostre richieste", dice la presidente dei senatori di Fi Anna Maria Bernini. L'intesa "raccoglie tante istanze del Pd", scrive in un post su Fb Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze nella Segreteria dem. La riforma "riduce il carico sulla generalità dei contribuenti, a partire da chi attualmente paga gran parte di quell'imposta: lavoratori dipendenti (cuneo fiscale), pensionati, ceto medio". Secondo i deputati M5S Vita Martinciglio e Giovanni Currò è stato "trovato un punto di equilibrio nella proposta di ridurre la pressione fiscale sul ceto medio e di diminuire le aliquote Irpef da 5 a 4. È a tutti gli effetti l'intervento caldeggiato dal M5S". Il deputato di Italia Viva Luigi Marattin: "È stato raggiunto un buon accordo sulla base dell'impostazione che aveva chiesto Italia Viva". Infine, soddisfazione la esprime anche il leader della Lega, Matteo Salvini: "Irpef più semplice e leggera per tutti i contribuenti, via l'Irap per tutte le persone fisiche: la Lega è al governo per difendere famiglie e imprese".

 

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