Investimento anticiclico
Investimento anticiclico

ALL’INIZIO della settimana scorsa il presidente americano Donald Trump ha colto completamente di sorpresa i mercati dei capitali, minacciando con un tweet l’aumento dei dazi sulle importazioni dalla Cina. L’annuncio ha fatto crollare le borse nella giornata di lunedì, causando inoltre un notevole ampliamento dei premi per il rischio sulle obbligazioni societarie. Ma per gli investitori non è necessariamente una notizia negativa. La storia dimostra che le obbligazioni societarie sono spesso in grado di riprendersi molto più velocemente rispetto ad altre asset class e sono quindi ideali per un investimento anticiclico.

«QUESTA particolare caratteristica è ben rappresentata dalle obbligazioni societarie denominate in euro, che solo in un’occasione, negli ultimi quindici anni, hanno subito perdite per due anni consecutivi», afferma Per Wehrmann, Head of European High Yield di DWS. Le riflesisoni di Wehrmann sono utilissime per capire come funzionano le obbigazioni societarie. Il fattore più importante è che un’obbligazione, posto che non si verifichi il default dell’emittente, viene rimborsata in un dato momento futuro. Di conseguenza, con l’approssimarsi della scadenza subentra il cosiddetto effetto ‘pull-to-par’, ovvero il prezzo si avvicina al suo valore nominale.

«A DIFFERENZA di un’azione, nel caso di un titolo di debito il prezzo non può differire dal suo valore nominale per un periodo di tempo illimitato», continua Wehrmann. Inoltre, la ripresa del mercato obbligazionario high yield statunitense si estende spesso ad altri segmenti di mercato, tanto da rendere interessanti anche gli investimenti anticiclici nelle asset class equivalenti denominate in euro. Il motivo per cui le obbligazioni high yield evidenziano una ripresa più rapida negli Stati Uniti è la presenza di una base assai più ampia di investitori specializzati in questa asset class.

SENZA contare che sull’altra sponda dell’Atlantico sono molto più numerosi i sostenitori dello stile value che si concentrano su qualsiasi classe di investimento che presenti al momento prezzi interessanti e sono anche pronti a riallocare il capitale in quella direzione. Un’altra regola aurea che va conosciuta è che la debolezza dell’economia mette in riga le società. I prezzi in discesa tendono ad andare di pari passo con il peggioramento dei dati economici e dei dati finanziari delle imprese.

QUASI automaticamente, questo spinge le società a pensare maggiormente agli interessi dei creditori, concentrandosi sulla riduzione del debito e difendendo la qualità del credito. Al tempo stesso, quando c’è una crisi le banche centrali corrono in aiuto dell’economia riducendo i tassi di interesse. Questo supporto di politica monetaria, che provenga dalla Federal Reserve o dalla Bce, aumenta effettivamente l’appetibilità delle classi di investimento che offrono premi al rischio, anche se leggermente differiti. A un certo punto, gli investitori sono costretti a contrastare la diminuzione dei rendimenti offerti dai titoli governativi di elevata qualità.

«Questo avvantaggia il mercato obbligazionario corporate in generale, perché in passato i titoli di debito high yield hanno spesso evidenziato una crescita superiore alla media», conclude Wehrmann.