UN CALO MEDIO del fatturato del 23% tra il 2019 e il 2020. È il duro prezzo che le piccole imprese italiane hanno dovuto pagare a causa della pandemia del Covid, che ovviamente ha lasciato il segno anche nel 2021. Senza il sostegno del sistema bancario, questo variegato sistema di aziende avrebbe davvero vita difficile, anche oggi benché il Pil sia in forte ripresa. Per questo il gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo alcune iniziative a favore delle micro aziende e della fascia di clientela classificata come Small Business. Innanzitutto, la banca ha elaborato un proprio modello di rating per misurare con maggior attenzione il merito di credito a la solidità delle imprese clienti. "Si tratta di un sistema di valutazione che abbiamo solo noi e che parte innanzitutto dall’analisi dei cash flow (flussi di cassa) dell’azienda, più che dallo screening dei bilanci" dice Andrea Lecce, responsabile della direzione Sales & marketing privati e Aziende retail di...

UN CALO MEDIO del fatturato del 23% tra il 2019 e il 2020. È il duro prezzo che le piccole imprese italiane hanno dovuto pagare a causa della pandemia del Covid, che ovviamente ha lasciato il segno anche nel 2021. Senza il sostegno del sistema bancario, questo variegato sistema di aziende avrebbe davvero vita difficile, anche oggi benché il Pil sia in forte ripresa. Per questo il gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo alcune iniziative a favore delle micro aziende e della fascia di clientela classificata come Small Business.

Innanzitutto, la banca ha elaborato un proprio modello di rating per misurare con maggior attenzione il merito di credito a la solidità delle imprese clienti. "Si tratta di un sistema di valutazione che abbiamo solo noi e che parte innanzitutto dall’analisi dei cash flow (flussi di cassa) dell’azienda, più che dallo screening dei bilanci" dice Andrea Lecce, responsabile della direzione Sales & marketing privati e Aziende retail di Intesa Sanpaolo, che spiega anche il perché di questa scelta: "I dati di bilancio", sottolinea il manager, "rischiano di rappresentare solo parzialmente o in ritardo la reale situazione dell’impresa, poiché fotografano quello che è avvenuto nei mesi passati, durante i quali certe categorie di aziende hanno subito una notevole contrazione del giro d’affari a causa dell’emergenza sanitaria e delle chiusure forzate". Nello stesso tempo, però, il sistema imprenditoriale ha potuto contare su alcuni sostegni da parte del governo e accedere a forme di finanziamento agevolato. Dunque, ci sono realtà più solide di quel che sembra e che meritano il supporto del mondo bancario mentre la semplice lettura dei dati contabili suggerirebbe in teoria il contrario e di classificarle come probabili sofferenze. E così, Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare un sistema di valutazione più complesso che tiene conto di altri fattori come appunto i flussi di cassa attesi, ma anche elementi qualitativi come il numero di transazioni effettuate con i terminali Pos (che si usano per i pagamenti elettronici) o la reputazione dell’azienda stessa sul web (si pensi per esempio ai giudizi espressi su un determinato esercizio commerciale o turistico in portali internet come Bookings.com o Tripadvisor).

Oltre a questa originale metodologia di valutazione, il gruppo bancario guidato da Carlo Messina ha deciso di mettere a disposizione delle piccole aziende che si occupano di vendita di prodotti e servizi al dettaglio altri servizi agevolati come gli anticipi fino al 70% degli incassi futuri nei terminali Pos in modo da fornire loro un serbatoio di liquidità, a cui si aggiungono piani assicurativi a tutela della salute, contro il cybercrimine o a tutela del patrimonio personale, sconti sulle commissioni applicate alle operazioni di pagamento, ai conti correnti online e alle carte di credito. Il risultato è stato un aumento degli impieghi verso le piccole aziende di quasi un miliardo di euro nei primi 10 mesi nel 2021, oltre a un saldo attivo su alcuni prodotti e servizi offerti come i Pos installati (+5mila), le carte di credito (+16mila) e di debito (+41mila). Oltre a provocare un brusco calo dei fatturati, però, la pandemia del Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza della trasformazione digitale delle aziende, la cui operatività è stata spesso salvaguardata da innovazioni come il commercio elettronico. Anche su questo fronte, il sistema bancario può giocare un ruolo importante. "Il gruppo Intesa Sanpaolo ha previsto un percorso di accompagnamento per le aziende che hanno in programma di vendere i propri prodotti attraverso i canali digitali", aggiunge Lecce, "con iniziative di formazione per sugli aspetti tecnici e di sostegno finanziario a imprese che vogliono fare investimenti di questo tipo".

Infine, il terzo filone in cui si è mosso il gruppo Intesa Sanpaolo va a beneficio anche delle famiglie. In quest’ambito, la banca si è impegnata molto nell’acquisto di crediti d’imposta legati all’Ecobonus e al Superbonus, per la riqualificazione energetica degli edifici. Al 15 novembre, Intesa Sanpaolo ha raggiunto circa 96 mila iscrizioni per la cessione dei crediti di imposta, di cui circa l’80% provengono da clienti privati e condomini e il restante 20% dalle imprese. E il nuovo Decreto Legge entrato in vigore il 12 novembre, che ha introdotto criteri stringenti per la verifica dei documenti legati al Superbonus e all’Ecobonus, si è confermato pienamente coerente al modello di Intesa Sanpaolo. "La nostra è la linea è stata vincente", conclude Lecce, "perché, a differenza di altre banche, fin dall’inizio abbiamo preferito la strada della verifica diretta dei documenti a quella dell’autocertificazione. Questo ha tutelato e sta tutelando sia la banca che lo stesso cliente, mentre altri istituti hanno dovuto invece interrompere le operazioni".

Andrea Telara