PRESTITI E PAGAMENTI. Il binomio di fattori che fanno muovere gli ingranaggi delle piccole e medie imprese italiane (Pmi) oggi non è più soltanto un’esclusiva delle banche tradizionali. Per questo tipo di servizi, si stanno infatti facendo strada molti player emergenti che compongono il variegato universo del fintech, cioè quell’insieme di attività basate sul connubio tra il mondo dei servizi finanziari e l’innovazione tecnologica. A puntare sull’universo delle piccole e medie imprese, per esempio, è la multinazionale Ebury una delle principali società fintech leader a livello europeo nella gestione di incassi e pagamenti e nella copertura del rischio di cambio, con uffici in 23 paesi e 1.100 dipendenti. In Italia è guidata da Marta Bonati, e ha annunciato di recente la nomina di un nuovo manager, Tomaso Papetti, che ricoprirà la carica di head of Partnerships per l’Italia....

PRESTITI E PAGAMENTI. Il binomio di fattori che fanno muovere gli ingranaggi delle piccole e medie imprese italiane (Pmi) oggi non è più soltanto un’esclusiva delle banche tradizionali. Per questo tipo di servizi, si stanno infatti facendo strada molti player emergenti che compongono il variegato universo del fintech, cioè quell’insieme di attività basate sul connubio tra il mondo dei servizi finanziari e l’innovazione tecnologica. A puntare sull’universo delle piccole e medie imprese, per esempio, è la multinazionale Ebury una delle principali società fintech leader a livello europeo nella gestione di incassi e pagamenti e nella copertura del rischio di cambio, con uffici in 23 paesi e 1.100 dipendenti. In Italia è guidata da Marta Bonati, e ha annunciato di recente la nomina di un nuovo manager, Tomaso Papetti, che ricoprirà la carica di head of Partnerships per l’Italia. Ebury offre attività di cambio in oltre 130 valute, sia per i mercati principali sia per quelli emergenti, oltre a strategie di gestione della liquidità e del rischio legato alle fluttuazioni valutarie. L’obiettivo di dichiarato della società fin dall’inizio è stato proprio quello di "supportare le piccole e medie imprese nel loro business internazionale con soluzioni finanziarie su misura che fino ad allora erano state riservate solo alle grandi aziende".

Nel business del credito, invece, stanno crescendo molte aziende fintech come Opyn, nata nel 2012 come piattaforma di prestiti online (con il nome di BorsadelCredito.it) ha poi sviluppato una tecnologia per consentire l’erogazione ultra-rapida di finanziamenti alle piccole e medie imprese in sole 24ore o in pochi giorni. Un’altra realtà del finctech specializzata nel credito alle pmi è October, multinazionale di origine francese che sta sviluppando le attività di erogazione di finanziamenti ultrarapidi nella forma dell’instant lending (letteralmente prestiti istantanei). Oltre ai risparmiatori privati, dunque, anche i piccoli imprenditori stanno diventando una platea di clienti sempre più ambita per le aziende che offrono servizi finanziari innovativi e fanno concorrenza alle banche tradizionali. A dire il vero, certi istituiti di credito non sono rimasti alla finestra di fronte alla minaccia competitiva che arriva dallo sviluppo delle nuove tecnologie digitali. È il caso per esempio del Credito Emiliano (Credem) che nel luglio scorso ha avviato un progetto denominato Digital Hub Imprese, che punta a semplificare e rendere tecnologicamente più avanzato il rapporto tra banche e aziende, accompagnandole in un percorso di transizione digitale. Tra i servizi offerti ci sono per esempio l’utilizzo della firma elettronica nei contratti di leasing e nuove piattaforme per gestire, attraverso canali digitali, gli ordini, le fatture o il factoring, cioè i rapporti bancari che prevedono la cessione e gestione dei crediti che l’azienda vanta verso i clienti.

Il sistema creditizio tradizionale, che ha ancora rapporti stretti con il mondo produttivo, si sta dunque avvicinando al fintech attraverso nuovi servizi e alleanze. Non a caso l’Abi già tre anni fa stimò che ben il 63% degli istituti di credito attivi nel nostro Paese aveva ormai avviato delle partnership con società del fintech e oltre il 23% deteneva già un partecipazione nel capitale di start up tecnofinanziarie. Tra i big player del settore che stanno cavalcando l’onda lunga del fintech c’è anche Nexi, che negli anni scorsi ha raccolto l’eredità della ex Cartasi. Negli ultimi anni, Nexi ha allargato notevolmente il proprio raggio di azione, trasformandosi in una vera e propria azienda del fintech, che guarda con interesse al mondo delle imprese. In questo filone, si inserisce l’accordo siglato nell’aprile scorso con TeamSystem, fornitore di servizi informatici e digitali alle aziende. L’intesa ha portato alla nascita di un nuovo servizio per le imprese che si chiama TeamSystem Pay e che, grazie alla partneship tecnologica di Nexi, permette alle aziende di automatizzare e digitalizzare completamente certe procedure come i pagamenti e l’incasso delle fatture. Il tutto integrato con i software di TeamSystem già esistenti per la gestione dell’impresa. Prestiti, pagamenti, incassi o gestione della liquidità: con la rivoluzione del fintech, dunque, le piccole e medie imprese hanno l’occasione di adottare le tecnologie digitali in tutte le operazioni quotidiane, facendo un salto di qualità in termini di efficienza e competitività.