CBI, NEXI E SIA. Sono i tre big player del settore dei pagamenti che hanno deciso di dar vita a un sodalizio nel mese di settembre, al servizio del mondo bancario. Motore dell’iniziativa è stata in particolare Cbi, società consortile per azioni, partecipata da circa 400 banche e da altri intermediari non bancari, specializzata nei servizi digitali di pagamento e transazionali, che gli stessi intermediari offrono poi alle imprese, ai cittadini e alla pubblica amministrazione. Cbi ha creato una nuova architettura informatica denominata CBI Hub Cloud, per gestire tutte le operazioni di pagamento e incasso che avvengono attraverso banche diverse, tra le aziende italiane e dalle stesse aziende vanno verso la pubblica amministrazione. La particolarità di CBI Hub Cloud è di essere basata su una tecnologia che oggi sta trovando sempre più spazio anche nel mondo bancario e finanziario. Stiamo...

CBI, NEXI E SIA. Sono i tre big player del settore dei pagamenti che hanno deciso di dar vita a un sodalizio nel mese di settembre, al servizio del mondo bancario. Motore dell’iniziativa è stata in particolare Cbi, società consortile per azioni, partecipata da circa 400 banche e da altri intermediari non bancari, specializzata nei servizi digitali di pagamento e transazionali, che gli stessi intermediari offrono poi alle imprese, ai cittadini e alla pubblica amministrazione. Cbi ha creato una nuova architettura informatica denominata CBI Hub Cloud, per gestire tutte le operazioni di pagamento e incasso che avvengono attraverso banche diverse, tra le aziende italiane e dalle stesse aziende vanno verso la pubblica amministrazione. La particolarità di CBI Hub Cloud è di essere basata su una tecnologia che oggi sta trovando sempre più spazio anche nel mondo bancario e finanziario. Stiamo parlando del cloud computing (dall’inglese cloud, nuvola) che consente di immagazzinare e salvare dati, con una particolare modalità che permette poi di averli sempre a disposizione attraverso la rete di internet e accedervi da diversi dispositivi come il computer di casa, quello dell’ufficio o uno smartphone.

"Grazie al CBI Hub Cloud – dichiara Liliana Fratini Passi (nella foto in alto), direttore generale di Cbi – tutti gli intermediari potranno rendere più semplice, immediata ed efficiente la gestione dei servizi dispositivi, informativi e di scambio documentale offerti alla clientela. E potranno creare nuovi servizi sfruttando le opportunità e la flessibilità abilitate dal cloud". Per mettere in campo questa iniziativa, Cbi ha scelto due partner di primo piano. Il primo è Nexi (ex Cartasi) un’azienda che è ai vertici in Europa nel business dei pagamenti digitali e che, da semplice gestore di credit card, si è trasformata ormai in una paytech, cioè in un’impresa che coniuga l’innovazione tecnologica con le attività di pagamento attraverso i canali digitali. L’altro partner scelto da Cbi è Sia, azienda specializzata nelle infrastrutture di pagamento e controllata da Cdp Equity (l’ex Fondo Strategico Italiano), società di investimenti che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti. "Abbiamo scelto Nexi e Sia come partner dell’iniziativa per la loro propensione all’innovazione sul mercato dei pagamenti", aggiunge Fratini Passi, sottolineando che la nuova architettura "rafforzerà il ruolo di Cbi come azienda per lo sviluppo di servizi digitali di pagamento del settore finanziario anche internazionale, facilitando il colloquio in tempo reale tra i vari attori del mercato: cittadini, imprese, banche, intermediari, pubblica amministrazione e aziende del fintech".

"Essere nuovamente scelti da Cbi come partner tecnologico è un’ulteriore conferma di quanto Nexi può fare in qualità di PayTech delle banche", commenta Renato Martini, manager di Nexi che ricopre la carica di Digital Banking Solutions director. Soddisfatto anche Eugenio Tornaghi, direttore Marketing & Sales di Sia, che sottolinea come, tra gli effetti dell’intesa siglata con Cbi ci sia anche quello di "favorire sempre più la digitalizzazione dei pagamenti, come esempio quelli delle bollette e dei tributi, rendendo l’esperienza dei cittadini facile e veloce, con un’attenzione particolare agli aspetti di sicurezza". La nascita di CBI Hub Cloud rappresenta, a livello tecnologico, un’altra tappa nello sviluppo in Italia del cosiddetto Open Banking, cioè di un nuovo modo di erogare servizi finanziari, sviluppatosi con l’ultima direttiva europea sui pagamenti (la PSD2-Payment Services Directive 2). Con l’applicazione di questa direttiva, tutte le banche sono obbligate ad aprire le proprie piattaforme tecnologiche (per esempio quelle per gestire i conti correnti online) a soggetti terzi. Di conseguenza, vi è è una maggiore competizione sul mercato, poiché i clienti di un istituto di credito potranno accedere più facilmente a prodotti di altri operatori finanziari (soprattutto nell’ambito delle disposizioni di pagamento).

L’avvento dell’Open Banking è un volano di grande sviluppo per un player di mercato come Cbi che, negli ultimi anni, ha raggiunto risultati su più fronti. Il suo servizio per la gestione della tesoreria multibanca, per esempio, è utilizzato in Italia da oltre 3 milioni di aziende. Sono invece più di 8 milioni i nostri connazionali che hanno già fatto ricorso al servizio Cbill di Cbi per consultare e saldare online avvisi di pagamento di aziende e della pubblica amministrazione (pagoPA).