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25 apr 2022

Mercati azionari, un 2022 sulle montagne russe

25 apr 2022
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Mercati azionari, un 2022 sulle montagne russe
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Mercati azionari, un 2022 sulle montagne russe

LA GUERRA in Ucraina, i rincari delle materie prime e l’economia mondiale che rallenta. Ecco il mix di fattori che certo non tranquillizzano la business community internazionale ma che per il popolo dei trader, cioè gli investitori abituati a negoziare con frequenza strumenti finanziari via internet, rappresentano come sempre un’occasione per fare affari. Già, perché l’instabilità geopolitica ed economica porta spesso con sé un bel po’ di volatilità dei prezzi sulle borse di tutto il mondo. E quando c’è la volatilità, quando le quotazioni dei titoli e degli indici schizzano verso l’alto o verso il basso in un tempo ristretto, i trader online cercano come sempre di cogliere la palla al balzo per guadagnare un bel po’ di soldi, approfittando dei prezzi stracciati o "andando short", cioè puntando sui ribassi degli indici con tecniche un po’ più sofisticate. Non a caso, i volumi di scambio sul listino di Piazza Affari sono notevolmente cresciuti nelle settimane successive all’apertura delle ostilità militari in Ucraina, per poi ridimensionarsi un po’ con l’avanzare del tempo.

Aldilà della piega che prenderanno gli eventi bellici, la maggior parte degli operatori di Borsa, almeno in Italia, si attende di vedere un mercato ballerino per tutto il 2022. A dirlo è una recente indagine di GraniteShares, società d’investimento specializzata nella gestione e creazione di Exchange Traded Products (Etp), cioè strumenti finanziari negoziabili sul mercato che consentono indirettamente di puntare sui rialzi e i ribassi di un determinato indice o di un titolo. Nel mese di marzo, GraniteShares ha commissionato all’istituto di ricerca Pureprofile un sondaggio tra 100 trader azionari italiani che compiono operazioni per almeno mille dollari al mese su singoli titoli o su Etf (exchange traded fund). Oltre due intervistati su tre (per la precisione il 67%) si aspettano che quest’anno la volatilità dei prezzi nel settore azionario cresca rispetto al 2021. Nello specifico, il 26% dei trader ritiene che le oscillazioni degli indici e dei titoli saranno molto superiori ai livelli del 2021, mentre il 41% ritiene che l’aumento della volatilità ci sarà, ma alla fine sarà contenuto. Anche se gli operatori si aspettano un incremento delle oscillazioni, permane un ottimismo di fondo, almeno sulle prospettive dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari. L’85% degli intervistati, infatti, prevede che alla fine del 2022 le quotazioni del listino saranno in crescita rispetto al 2021 e quasi la metà dei trader interpellati (il 49%) si aspetta addirittura un incremento dell’indice a doppia cifra, ovvero sopra il 10% annuo.

"È chiaro che i principali trader azionari italiani si stanno preparando ad affrontare un anno caratterizzato da un’elevata volatilità", dice Will Rhind (nella foto sopra a sinistra), fondatore e Ceo di GraniteShares, il quale sottolinea come questo aumento delle oscillazioni dei prezzi dia la possibilità a chi negozia sul mercato di attuare molteplici strategie. Oltre a puntare sui rialzi dei titoli (che nel gergo dei trader si dice "andare long"), la volatilità consente appunto di puntare sui ribassi (cioè andare "short", ovvero stare corti) attraverso appositi strumenti finanziari. Tra questi ve ne sono alcuni emessi anche da Granitehares che ha quotato su Borsa Italiana alcuni prodotti finanziari che permettono di attuare strategie long o short sulle azioni delle maggiori aziende statunitensi: Amazon, Apple, Google, Facebook, Microsoft, Nvidia, Tesla e Uber. Sono i big del settore tecnologico i cui titoli hanno regalato in passato grandi soddisfazioni agli investitori ma che spesso si muovono sulle montagne russe quando cambia il vento sui listini.

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