DOPO il grande successo del primo e del secondo capitolo del cortometraggio “Il Circolo“, nel quale si parlava della gestione del denaro tra professionalità e fai-da-te e delle influenze negative sulle nostre decisioni nella gestione dei risparmi, è arrivato il momento di vedere la conclusione di questo percorso di educazione finanziaria. Quindi il terzo stacco del cortometraggio pensato da Francesco Cenerini e Mirko Cocconcelli all’interno del progetto...

DOPO il grande successo del primo e del secondo capitolo del cortometraggio “Il Circolo“, nel quale si parlava della gestione del denaro tra professionalità e fai-da-te e delle influenze negative sulle nostre decisioni nella gestione dei risparmi, è arrivato il momento di vedere la conclusione di questo percorso di educazione finanziaria. Quindi il terzo stacco del cortometraggio pensato da Francesco Cenerini e Mirko Cocconcelli all’interno del progetto Fin.Ansia (Ansia da transazioni finanziarie, www.finansia.it dove si può vedere la terza parte de Il Circolo) dedicato all’educazione finanziaria e alla pianificazione successoria. Il mondo cambia velocemente, i nostri comportamenti e le nostre convinzioni no.

A partire da quelle dei risparmiatori e dei protagonisti del cortometraggio, i due veterani dell’imprenditoria vecchio stile interpretati da Alessandro Haber e Ivano Marescotti. Personaggi che incarnano tutti i difetti dell’italiano un po’ spaccone. Come Lodovico Oriani (interpretato da Marescotti), ultrasessantacinquenne, appena ritiratosi dalla conduzione della ditta di famiglia, specializzata nel settore bulloni e tondini che ha gestito con successo per tutta la vita. Ha sempre avuto una certa fortuna negli affari e sostiene di possedere un infallibile fiuto nel campo della finanza. Ma adesso nasconde il terribile segreto di avere inanellato un insieme di investimenti disastrosi. E così decide di rapire il dottor Landi, il direttore di banca che ha il volto di Emanuele Arrigazzi mentre Haber dà vita al personaggio di Anton Luigi Mughetti, coetaneo di Oriani. Anche lui ha un bel gruzzolo da parte ma a differenza del suo amico, i suoi investimenti sono soprattutto concentrati in quei beni preziosi che nel tempo tendono a rivalutarsi. Investimenti "sicuri" come li chiama lui: oro, gioielli, auto d’epoca, Rolex.

Entrambi però alla fine si rivelano perdenti dimenticandosi delle regole di base dell’educazione finanziaria, della corretta diversificazione degli investimenti e della pianificazione rivolta al futuro (da quella previdenziale a quella successoria) e soprattutto che in Borsa bisogna "comprare e aspettare". Mettere da parte le convinzioni di investimento basate su cose che si rivelano non dimostrate o completamente false. Sapendo che il mondo cambia ma va sempre avanti.

A. Pe.