UN TITOLO che può essere inserito nel portafogli di un piccolo risparmiatore per una corretta diversificazione e con una quota che ovviamente dipende dal profilo di rischio, dalle disponibilità finanziarie e dalle esigenze di spesa programmate nel breve, medio o lungo periodo. Stiamo parlando del Btp Futura, la cui quarta emissione si è chiusa venerdì scorso alle 13, dopo cinque giorni di collocamento senza commissioni attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana dove da questa settimana il...

UN TITOLO che può essere inserito nel portafogli di un piccolo risparmiatore per una corretta diversificazione e con una quota che ovviamente dipende dal profilo di rischio, dalle disponibilità finanziarie e dalle esigenze di spesa programmate nel breve, medio o lungo periodo. Stiamo parlando del Btp Futura, la cui quarta emissione si è chiusa venerdì scorso alle 13, dopo cinque giorni di collocamento senza commissioni attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana dove da questa settimana il titolo entrerà in contrattazione. In cinque giorni, come ha reso noto il Mef sono stati conclusi 91.273 contratti per un controvalore di 3,268 miliardi. Inferiore rispetto ai 5,47 miliardi dell’emissione precedente ma, spiega Pietro Poletto, Global Head of Fixed Income Products and Co-Head of Equity, Funds & Fixed Income, Secondary Markets di Borsa Italiana, comunque significativo tenendo anche conto del particolare periodo di mercato, con un aumento della volatilità e le attese per un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi sotto l’effetto inflazione. Anche la quarta tranche del Btp Futura era rivolta agli investitori retail (il 99% domestici) per finanziare le diverse misure adottate dal governo per sostenere la crescita economica del Paese nel dopo-Covid. Il Tesoro non aveva invece necessità di cassa avendo già coperto il fabbisogno di quest’anno ma, aggiunge Poletto, ha confermato l’attenzione verso strumenti di investimento dedicati al piccolo risparmiatore, attenzione che potrebbe vedere già dal prossimo anno una nuova offerta di titoli ampliandone la tipologia tra cui – perché no? – potrebbe rientrare anche un Btp green.

Il quarto Btp Futura ha una durata di 12 anni con scadenza 16 novembre 2033 e prevede, con il meccanismo dello stet up delle cedole semestrali, un tasso fisso dello 0,75% per i primi quattro anni, dell’1,35% per i successivi quattro (un tasso leggermente più alto rispetto all’1,25% indicato al momento del lancio del collocamento) e dell’1,70% per i restanti quattro anni di vita. E, conclude Poletto, premierà la fedeltà di chi lo terrà in portafoglio con un primo bonus dopo 8 anni e un secondo allo scadenza del dodicesimo anno. Quindi si tratta del classico titolo da cassettista che scommette anche sulla crescita dell’Italia sapendo che i premi saranno calcolati sull’andamento del Pil. In base alle situazioni personali e al trend del mercato però nulla vieta che chi ha sottoscritto il Btp Futura possa venderlo, di fronte a una rivalutazione del valore nominale del titolo, in anticipo sulla scadenza.