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21 mar 2022

"Finanziamenti per difendersi dai rincari di energia e materie prime"

21 mar 2022
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Anna Roscio, responsabile Sales&Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo
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Anna Roscio, responsabile Sales&Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo

PREZZI DELL’ENERGIA ALLE STELLE, rincari delle materie prime, blocco dell’export verso la Russia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. È un mix di fattori che, in questi primi mesi del 2022, sta mettendo a dura prova molte piccole e medie imprese (pmi) italiane. Ne è ben consapevole Anna Roscio, responsabile Sales&Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, che in questa intervista spiega come una grande banca può aiutare le aziende ad affrontare uno scenario così delicato ma anche come può sostenere il sistema produttivo in condizioni più "normali", cioè nel processo di innovazione digitale.

Dottoressa Roscio, partiamo dall’analisi di cosa sta accadendo oggi: quali difficoltà manifestano le pmi italiane?

"Oggi, per ovvi motivi, molte piccole e medie aziende mostrano problemi di liquidità dovuti ai rincari dell’energia e delle materie prime. Il fenomeno interessa diversi settori, anche se sono coinvolte soprattutto le aziende energivore legate a produzioni manifatturiere, per esempio le cartiere, le imprese della ceramica o della meccanica. A loro si aggiungono le imprese della filiera agroalimentare, visto che Russia e Ucraina sono tradizionalmente grandi produttori di materie prime agricole. Infine, non dimentichiamo le aziende che hanno intensi rapporti commerciali con Mosca. L’export italiano verso la Russia è nel complesso limitato ma ci sono casi di aziende con un’esposizione elevata, soprattutto in certe aree geografiche come l’Emilia-Romagna e il Veneto".

Dunque, cosa sta facendo per loro un gruppo bancario come il vostro?

"Già prima dello scoppio della guerra in Ucraina, quando si sono manifestati i rincari delle materie prime legati alla ripresa economica, abbiamo messo a disposizione delle Pmi linee di finanziamento con scadenza breve di 18 mesi e un preammortamento di 6 mesi. Per il primo semestre è previsto cioè il pagamento dei soli interessi, in modo da alleggerire le rate e consentire alle aziende di affrontare i problemi di liquidità nel breve periodo. Per individuare i fabbisogni finanziari, abbiamo preso a riferimento un monte-bollette di sei mesi. Inoltre, abbiamo stabilito la possibilità di sospensione delle rate dei prestiti già in essere per la quota capitale, fino a 24 mesi. Infine, c’è una parte dei nostri servizi che include una componente di consulenza, per individuare le soluzioni più idonee a gestire gli effetti finanziari dell’oscillazione dei prezzi delle materie prime con una formula di copertura graduale dei rischi legati alla volatilità".

Oltre ad affrontare il problema della liquidità, cosa state facendo per loro sviluppo delle imprese sul fronte dell’innovazione?

"La trasformazione digitale del Paese, che è tra le linee guida del Pnrr, è anche uno degli assi su cui le pmi dovranno necessariamente investire. Abbiamo avviato Motore Italia Digitale, con 4 miliardi di credito e una specifica linea di finanziamenti (D-Loan) per supportare i progetti per lo sviluppo digitale delle imprese e aumentare il loro livello di competitività".

Quale può essere il ruolo della finanza per lo sviluppo dell’innovazione?

"Oggi più che mai un grande operatore come Intesa Sanpaolo deve intervenire con risorse a lungo termine, per aiutare il sistema delle piccole imprese ad adottare una vera e propria transizione digitale. In questo quadro, è necessaria una collaborazione tra il sistema pubblico e la finanza per fare in modo di mettere a disposizione risorse finanziarie, massimizzando il meccanismo delle garanzie pubbliche in una logica di mercato. Inoltre, il sistema finanziario può svolgere un ruolo di aggregazione sul territorio tra vari agenti come le startup, gli acceleratori, le Università e i Competence Center. Il punto essenziale è mettere in collegamento la ricerca con il mondo imprenditoriale, unendo le forze".

Avete già un esempio concreto?

"Un esempio di questo connubio è l’accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria, grazie al quale daremo massimo impulso e sostegno ai processi di transizione delle imprese verso un’economia digitalizzata e green orientata verso un modello di economia circolare. In quest’ambito Intesa Sanpaolo ha già attivato dal 2020, e già quasi totalmente utilizzato, un plafond da 2 miliardi di euro per i nuovi S-Loans, la linea specifica di finanziamenti sostenibili che si affianca al plafond di 6 miliardi destinato agli investimenti in Circular Economy, l’economia circolare".

Vi state impegnando anche nel mondo delle start up?

"Abbiamo appena lanciato UP2STARS, il nuovo programma di valorizzazione per startup che offre un percorso di accelerazione e networking con l’obiettivo di accrescere il loro posizionamento competitivo, creare nuove opportunità per fare impresa e generare nuova occupazione".

Cosa serve oggi alle imprese per accedere al credito e per dare ulteriore impulso alla crescita?

"Una leva importante possono essere gli incentivi fiscali (è il caso dei bonus edilizi) oppure le garanzie pubbliche sui prestiti. L’acquisto dei crediti fiscali in ambito edilizio ha consentito di re-immettere liquidità immediata nel sistema, garantendo quindi prosecuzione dei lavori e la crescita del settore. Grazie alla consulenza tecnica di un partner qualificato come Deloitte, Intesa Sanpaolo ha messo a punto una piattaforma propria, per operare in piena trasparenza nell’ambito delle verifiche documentali delle pratiche legate ai bonus edilizi, acquisendo già circa 2,8 miliardi di euro di crediti".

 

 

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