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30 mag 2022

"Creare un modello che prepari in anticipo la gestione dei danni"

30 mag 2022

CREARE UN IMPIANTO che poggi sulla mutualizzazione dei rischi e sia in grado di garantire tempi certi e ragionevoli di risarcimento del danno, trasparenza nelle procedure, un focus sulla prevenzione, standard adeguati di sicurezza, opportune modalità di finanziamento della ricostruzione e ottimizzazione della gestione delle emergenze post-evento. Questa la proposta dell’Ania per rispondere all’esigenza, sempre più forte, di un sistema strutturato di gestione ex ante dei rischi catastrofali. Un modello che promuova una copertura più diffusa dal momento che ad oggi in Italia l’assicurazione contro i rischi da catastrofi naturali è affidata a una scelta volontaria, che può contare solo sull’incentivo dei benefici fiscali previsti dal primo gennaio 2018.

"È ormai evidente – afferma la presidente di Ania, Maria Bianca Farina – che è in atto da diversi decenni un trend all’aumento della frequenza e dell’intensità delle calamità naturali e crescono in misura esponenziale i danni provocati dalle catastrofi, sia nei Paesi avanzati sia in quelli in via di sviluppo. L’Italia, peraltro, è un Paese molto esposto a tali eventi e non è ancora dotata di un sistema di gestione ex-ante delle relative conseguenze dannose". Le concrete modalità di attuazione di tale sistema possono essere le più varie, da modelli che comprendono un ricorso all’assicurazione del tutto volontario, ma con costi variabili in funzione della rischiosità e delle caratteristiche dei fabbricati, fino a sistemi che riducono la variabilità dei prezzi grazie alla più ampia redistribuzione dei rischi tra tutti gli assicurati. Esempi in tal senso arrivano dalla Turchia, dove l’assicurazione è obbligatoria, ma anche dalla California e dalla Nuova Zelanda che prevedono forme di adesione all’assicurazione ‘semi-obbligatoria’: l’acquisto della copertura è obbligatoriamente connesso all’assicurazione contro l’incendio dell’abitazione, che resta volontaria.

Una delle soluzioni allo studio per poter assicurare i rischi catastrofali è quella di costruire una forte partnership pubblico-privato che consenta di aumentare il livello di mutualità, rendendo sostenibile il costo dei premi assicurativi per i cittadini (un premio medio di circa 100 euro) anche per le abitazioni ubicate nelle zone a più elevato rischio, allo stesso tempo alleggerendo le casse pubbliche da impegni economici che possono essere anche molto ingenti. "I modelli per realizzare questo sistema sono molti, anche se sempre basati su una collaborazione pubblico-privato. Sono disponibili progetti nelle varie modalità di applicazione della partnership e sulle varie modalità di finanziamento e adesione al sistema. Il decisore pubblico – commenta Farina – dispone di ogni elemento necessario per decidere e il settore assicurativo è pienamente disponibile a supportare la scelta con modelli sui vari scenari e a farsi carico del ruolo che gli sarà assegnato".

Giulia Prosperetti

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