NEGLI ALBERGHI, nei ristoranti e persino nei bar, dove l’importo medio della spesa è di solito assai contenuto, nell’ordine di pochi euro. In tutte queste categorie di esercizi commerciali, molto diffusi in un paese a vocazione turistica come l’Italia, si sta facendo strada la rivoluzione dei pagamenti digitali. A testimoniarlo sono i dati raccolti nell’estate appena conclusa da SumUp, società specializzata nelle soluzioni e nei servizi per i pagamenti elettronici, che offre una nuova generazione di lettori di carte bancomat e credit card. Tra il 1° giugno e il 15 agosto scorsi, secondo le rilevazioni di SumUp, il numero di transazioni cashless, cioè effettuate senza uso di contanti, è cresciuto mediamente in ogni esercizio commerciale del 71%. Se si prende in considerazione un periodo più...

NEGLI ALBERGHI, nei ristoranti e persino nei bar, dove l’importo medio della spesa è di solito assai contenuto, nell’ordine di pochi euro. In tutte queste categorie di esercizi commerciali, molto diffusi in un paese a vocazione turistica come l’Italia, si sta facendo strada la rivoluzione dei pagamenti digitali. A testimoniarlo sono i dati raccolti nell’estate appena conclusa da SumUp, società specializzata nelle soluzioni e nei servizi per i pagamenti elettronici, che offre una nuova generazione di lettori di carte bancomat e credit card. Tra il 1° giugno e il 15 agosto scorsi, secondo le rilevazioni di SumUp, il numero di transazioni cashless, cioè effettuate senza uso di contanti, è cresciuto mediamente in ogni esercizio commerciale del 71%. Se si prende in considerazione un periodo più lungo, cioè il biennio che va dal 2019 al 2021, l’incremento è stato invece nell’ordine del 113%. Nell’arco di un paio d’anni, insomma, i ristoratori, gli albergatori, i baristi e tutti gli altri operatori del turismo hanno visto più che raddoppiare i pagamenti digitali effettuati senza ricorrere alle banconote o alla moneta spicciola.

Alla base di questo trend, secondo i ricercatori, c’è una ragione ben precisa: oltre a essere apprezzate dai clienti delle strutture ricettive, le transazioni cashless sono sempre più utilizzate anche dai commercianti, perché offrono la possibilità di integrare più facilmente la cassa presente fisicamente nel negozio con quella online. Inoltre, i pagamenti digitali garantiscono una maggiore sicurezza, poiché assicurano il distanziamento fisico tra clienti e venditori, evitano lo scambio di contanti e il crearsi di file e assembramenti alla cassa. Dunque, meglio pagare con la carta o le app del telefonino anche beni di consumo minimi come il caffè, uno spuntino o altri servizi tipicamente estivi come l’affitto di un ombrellone sulla spiaggia. "I numeri del turismo si inseriscono perfettamente nell’ambito della rivoluzione digitale che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi due anni, anche a causa della pandemia, e che ha avuto risvolti importanti soprattutto per quanto riguarda i pagamenti", ha dichiarato Umberto Zola, manager di SumUp che si occupa dello sviluppo del business della società sul mercato nazionale, con la carica di country growth lead Italia.

La rivoluzione di cui parla Zola sembra ormai in atto un po’ in tutta Italia e non soltanto al Nord, dove tradizionalmente le transazioni elettroniche senza contante sono più diffuse tra la popolazione. E’ vero infatti che le due città con il maggior numero di pagamenti cashless in estate sono Trieste e Livorno, cioè del Settentrione, ma al terzo posto si è piazzata la calabrese Vibo Valentia, che l’anno scorso era già in sesta posizione, nella parte alta della classifica. Un altro dato interessante è che si sta abbassando sempre più l’importo medio della spesa saldata con mezzi digitali, a testimonianza del fatto che le transazioni elettroniche sono sempre più utilizzate per i piccoli acquisti. In particolare, secondo gli analisti di SumUp, i bar mostrano lo scontrino medio più basso, con un decremento del 6% tra il 2019 e 2020 e del 15% tra 2020 e 2021.

Tuttavia, è il settore del turismo (cioè i bed&breakfast, le agenzie di viaggio, i tour operator), ad aver registrato il maggior calo nello scontrino medio: -30% tra 2019 e 2020 e un ulteriore -15% tra il 2020 e il 2021. Anche per i ristoranti si registra un -11% tra il 2019 e il 2020, seguito da un altro calo tra il 2020 e il 2021 del 18%. Unica eccezione è il segmento degli hotel, che nel 2021 ha registrato una lieve crescita del prezzo medio dello scontrino pagato con mezzi digitali (+3%), e una diminuzione del 14% sul numero medio di transazioni per esercente rispetto al 2020, probabilmente correlato alle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. La pandemia e il conseguente calo delle presenze di turisti stranieri hanno fatto scendere invece significativamente i pagamenti effettuati in Italia con carte internazionali.