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21 mar 2022

Bnpp AM punta sulle società con il board colorato di rosa

21 mar 2022

FINANZA SOSTENIBILE vuol dire investire su aziende che puntano su inclusione e diversity a tutti i livelli, anche nella presenza femminile nei board. Per Bnp Paribas Asset Management questo aspetto è prioritario e rappresenta uno dei pilastri della sua Global Sustainability Strategy. Lo dimostra anche lo studio condotto dalla società specializzata nella gestione del risparmio del Gruppo Bnp Paribas. Secondo l’analisi, in Italia le donne costituiscono in media il 39% dei membri dei consigli di amministrazione delle società in cui investe Bnpp AM, rispetto al 36% dell’universo più ampio delle società quotate registrate nella banca dati Institutional Shareholder Services (Iss). Un risultato che in Europa è secondo solo alla Francia (43,5% tra le società presenti nel portafoglio di Bnpp AM). A livello mondiale, la presenza femminile nei board delle società in portafoglio è del 25%, ben più alto del 18% delle società quotate.

Per raggiungere l’obiettivo di creare valore sostenibile nel lungo periodo anche attraverso la diversity, Bnpp AM ha introdotto specifici criteri di voto assembleare sulla diversità di genere, che sono stati successivamente rafforzati, e variano a seconda della regione. In Europa, Nord America, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda si applica una soglia obiettivo del 30% minimo di donne nei consigli di amministrazione, contro il 15% in America latina, Asia, Medio Oriente e Africa (escluso il Sudafrica), regioni considerate meno avanzate in termini di inclusione. Inoltre, la diversity all’interno dei consigli di amministrazione è incorporata nella metodologia di rating Esg proprietaria di Bnpp AM. T ra le aree in cui Bnpp AM applica una soglia minima del 30%, in Europa (34%), Australia e Nuova Zelanda (35%) e Sudafrica (33%) l’obiettivo è stato raggiunto e superato, mentre negli Stati Uniti si registra una media del 27%. Tutti dati migliori rispetto all’universo di società quotate nel database Iss: nessuna delle aree geografiche citate sopra ha, infatti, raggiunto la soglia del 30%.

Laddove la soglia fissata è del 15%, invece, la presenza femminile nei board ha raggiunto per le società in portafoglio una media del 29% in Africa (escluso il Sudafrica) e del 16% in Medio Oriente, mentre Asia e America latina (entrambe al 12%) hanno raggiunto la soglia minima. Notevoli le differenze tra paese e paese: ad esempio, nel Sud-Est asiatico, Malesia, Singapore India hanno un tasso di diversity più alto. La stessa cosa accade anche tra le economie emergenti: la percentuale qui è del 10% e solo l’Africa (escluso il Sudafrica) si distingue, con una media del 22%.

"Le differenze geografiche riscontrate vanno viste all’interno di una cornice più ampia, che tenga anche conto del contesto economico, socio-culturale e normativo – commenta Orsolya Gal, Senior Stewardship Analyst di Bnpp AM – In particolare, le società con una maggiore capitalizzazione di mercato tendono a integrare il tema della diversity più facilmente rispetto alle società più piccole. Allo stesso modo, anche l’esistenza di quote stabilite per legge, come quella richiesta dalla legge Copé-Zimmerman in Francia, o più di recente in Germania, incide sul livello di presenza delle donne nei consigli di amministrazione".

Giada Sancini

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