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23 mag 2022

Bce pronta al primo rialzo dei tassi in undici anni

23 mag 2022
EUROTOWER, ECCO I SEGNALI La presidente della Banca Centrale Europea, c’è Christine Lagarde ha segnalato che il primo aumento del costo del denaro dal 2011 potrebbe arrivare in estate, forse già a luglio Ma poi il percorso di normalizzazione delle politiche monetarie europee sarà comunque graduale. Una ‘timidezza’ che, da molte dichiarazioni, non è gradita alla Germania
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde
EUROTOWER, ECCO I SEGNALI La presidente della Banca Centrale Europea, c’è Christine Lagarde ha segnalato che il primo aumento del costo del denaro dal 2011 potrebbe arrivare in estate, forse già a luglio Ma poi il percorso di normalizzazione delle politiche monetarie europee sarà comunque graduale. Una ‘timidezza’ che, da molte dichiarazioni, non è gradita alla Germania
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde

L’EUROPA si prepara al primo rialzo dei tassi d’interesse in undici anni. La presidente della Bce Christine Lagarde (nella foto) ha segnalato che il primo aumento del costo del denaro dal 2011 potrebbe arrivare in estate, forse già a luglio. Ma poi il percorso di normalizzazione delle politiche monetarie europee sarà comunque graduale. Non così la Fed. "Rialzi dei tassi da mezzo punto sono appropriati alle prossime due riunioni" di giugno e luglio, ha annunciato Jerome Powell la settimana scorsa, quando il Congresso americano lo ha confermato alla guida della Fed per un secondo mandato, ammettendo che il processo di contenimento dei prezzi non sarà indolore.

La Fed, assicura, ha gli strumenti e la determinazione per far scendere rapidamente l’inflazione, ma un "atterraggio morbido" dell’economia, ovvero prezzi "al 2% con un mercato del lavoro forte", può dipendere da "fattori che non controlliamo", fra i quali gli "eventi geopolitici nel mondo che giocheranno un ruolo molto importante". La stretta monetaria della Fed si era già impennata: il 4 maggio la banca centrale più influente del mondo ha aumentato i tassi di mezzo, materializzando il maggiore rincaro del dollaro da 22 anni. Con simili argomenti, la Fed ha deciso di ridurre l’espansione monetaria nell’area del dollaro e il proprio bilancio, lievitato a 9mila miliardi di dollari dopo un ventennio più che generoso nei confronti dei mercati. L’accelerazione verso una stretta monetaria è motivata da un’inflazione che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha definito "un problema gravissimo negli Stati Uniti e in Europa. Negli Usa i prezzi sono aumentati ad aprile dell’8,3%, più di quanto si aspettassero gli analisti, e ha raggiunto un record da 40 anni. Ma anche in Germania l’inflazione ha sfiorato il 7,4%, il massimo dalla riunificazione del 1990. Un dato analogo al 7,5% registrato nello stesso mese nella media dell’eurozona. Tanto che Lars Feld, direttore dell’Istituto Eucken e consigliere principe del ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, ha parlato da Berlino di "un probabile inizio di stagflazione" per la maggiore economia europea. Lagarde è stata per la prima volta piuttosto esplicita sulla finestra temporale per un rialzo dei tassi. Il programma di acquisti della Bce dovrebbe concludersi "all’inizio del terzo trimestre" e "il primo rialzo dei tassi" avverrà "qualche tempo dopo", ossia nel giro di "poche settimane".Alla luce del forte raffreddamento della crescita, la Bce deve trovare il giusto equilibrio tra politiche che frenino l’inflazione e scelte che non compromettano ulteriormente la lenta ripresa europea.

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