Marco Medici, Marketing Manager di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking
Marco Medici, Marketing Manager di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking

«Investimenti in tour. Mercato, strumenti, investimenti: teoria e pratica». È il titolo del roadshow che BNP Paribas farà a novembre in quattro città per promuovere e diffondere la cultura finanziaria. I seminari (per informazioni e iscrizioni: investimenti.bnpparibas.itinvestimentitour eo numero verde 800924043) prevedono una giornata di training gratuito con formatori esterni ed esperti di prodotto BNP Paribas. Durante gli incontri sarà presente come ospite esclusivo Pietro di Lorenzo, fondatore di Sos Trader. Il roadshow, che partirà il 6 novembre da Torino per poi toccare Milano (8 novembre), Bologna (14) e Roma (15), spiega Marco Medici, Marketing Manager di BNP Paribas Corporate & Institutional Banking, «conferma l’impegno di BNP Paribas nell’ambito dell’educazione finanziaria e della formazione». Durante i seminari verranno illustrate nozioni di base della finanza, come trovare opportunità di rendimento nell’attuale contesto di mercato e consigli per costruire portafogli efficienti e diversificati sfruttando i vantaggi offerti dai Certificate, strumenti estremamente flessibili in grado di far fronte a diverse situazioni congiunturali e che possono fare leva su vari tipi di sottostanti, dalle azioni agli indici fino alle materie prime. Quotati sul SeDeX di Borsa Italiana, negli ultimi anni i certificati sono diventati sempre più popolari: nel primo semestre 2019 (dati Acepi) il valore dei certificati d’investimento emessi in Italia ha superato i 9,9 miliardi e, prima della fine del 2019, oltrepasserà probabilmente gli 11 del 2018. BNP Paribas, con oltre 1.500 certificati quotati sul mercato, è uno dei principali emittenti in Italia.

Ma che cosa spinge la domanda verso questi strumenti da parte non solo dei trader professionisti ma anche dalla clientela retail?

«I numerosi vantaggi offerti – risponde Medici – I certificate rientrano nella famiglia dei prodotti in amministrato ma, a differenza di ETF e azioni, fin dal momento dell’emissione offrono una chiara visione delle possibili performance nei diversi scenari di mercato (rialzista, ribassista o neutrale). Sono prodotti liquidi e permettono di investire in numerose asset class che per un investitore retail sarebbero di più difficile accesso. Inoltre, il trattamento fiscale, a differenza di altre classi di investimento quali fondi ed Etf, permette di utilizzare le eventuali plusvalenze per compensare minusvalenze pregresse».

Quali categorie di certificate esistono?

«Solitamente si distingue tra certificati a leva e di investimento. I primi sono adatti a investimenti di breve o brevissimo periodo e si rivolgono soprattutto a investitori che vogliono sfruttare in modo più che proporzionale i movimenti al rialzo o al ribasso di un’attività finanziaria sottostante. I secondi, invece, sono adatti a un’ottica di investimento di medio e lungo termine. Tra i certificati di investimento sono molto apprezzati alcuni strumenti, chiamati Cash Collect, che consentono di ottenere a una scadenza predeterminata il rimborso dell’intero capitale, oltre a premi potenziali periodici, se il prezzo dei titoli sottostanti a cui sono collegati non scende al di sotto di un livello prestabilito».

Come vi posizionate rispetto al tema della sostenibilità?

«Abbiamo recentemente emesso dei Memory Cash Collect su sottostanti ESG, che offrono premi potenziali trimestrali con effetto memoria compresi tra l’1,25% e il 3,4%. Si tratta di una novità assoluta nell’ambito dei certificate, poiché per la prima volta in Italia si utilizzano i rating ESG per selezionare come sottostanti società con elevati standard ambientali, sociali e di governance».

Esistono certificati con funzione ’di copertura’?

«Nella nostra gamma abbiamo dei certificati, i Mini Futures, che si caratterizzano per la possibilità di investire a leva sia al rialzo (Mini future long) che al ribasso (Mini future short), con un minor impiego di capitale e un impatto marginale della volatilità sul prezzo».