Annamaria Lusardi, direttore del Comitato Edufin
Annamaria Lusardi, direttore del Comitato Edufin

di Achille Perego

Non è una scoperta il basso livello di cultura finanziaria degli italiani nonostante figurino ai primi posti al mondo, insieme con i giapponesi, per la capacità di risparmio. Le nostre basse conoscenze finanziarie sono testimoniate da molteplici indagini e da ultimo confermate dall’inchiesta sull’alfabetizzazione e le competenze finanziarie degli italiani (Iacofi) condotta da Bankitalia nel 2017 sulla base della metodologia armonizzata OcseInfe per la misurazione delle competenze finanziarie degli adulti che tiene conto delle conoscenze di concetti economici di base, comportamenti adeguati e orientamento al lungo periodo.

L’Italia è allineata alla media Ocse solo per quest’ultimo indicatore mentre per gli altri due siamo al penultimo posto tra i Paesi del G20 con un livello adeguato di conoscenze e comportamenti attorno solo al 30%, oltre 20 punti in meno della media Ocse. Per diffondere e aumentare la cultura finanziaria degli italiani, a partire dai giovani per i quali ancora questa materia non è contemplata dall’insegnamento, sebbene sia stata reinserita nelle scuole l’educazione civica, è cominciata il 1° ottobre (e durerà fino al 31) la terza edizione del Mese dell’educazione finanziaria organizzato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. E focalizzata quest’anno sulle scelte finanziarie ai tempi del Covid-19 e sull’importanza di pianificare il futuro.

Perché, spiega Annamaria Lusardi, direttore del Comitato Edufin, l’educazione finanziaria non riguarda solo i risparmi e gli investimenti ma la qualità della nostra vita presente e futura e comprende tutti gli aspetti che riguardano la previdenza, le assicurazioni contro i rischi, la gestione del conto corrente piuttosto che del bilancio familiare. E non essere formati e informati non permette di cogliere le opportunità e di affrontare meglio le crisi come quella generata dalla pandemia. Tanto che dall’indagine commissionata dal Comitato ‘Emergenza Covid-19: gli italiani tra fragilità e resilienza finanziaria’ è emerso come dopo la pandemia sia aumentata dal 46 al 58% la quota di famiglie che dichiara di arrivare con difficoltà alla fine del mese.

Ma anche, sottolinea Lusardi, "la stretta correlazione tra alfabetizzazione finanziaria e capacità di far fronte a momenti di crisi e di difficoltà. Chi ha maggiori conoscenze dei concetti finanziari di base, infatti, ha dimostrato di affrontare meglio uno shock grande ed improvviso, come quello dovuto alla pandemia, di fronteggiare meglio situazioni di stress economico e in definitiva avere un maggior grado di resilienza". Tanto che il 27,7% di coloro che ritengono di possedere un livello elevato di conoscenze finanziarie di base riuscirebbe ad arrivare facilmente alla fine del mese nonostante la crisi attuale contro il 12% di chi si reputa sprovvisto di adeguate conoscenze. Per questo è necessario rafforzare le conoscenze finanziarie degli italiani per cui servirebbe "una scossa, un balzo in avanti".

Obiettivo a cui mira il Mese dell’educazione finanziaria che, al tempo del Covid-19, vedrà gli appuntamenti di #OttobreEdufin (oltre 500 organizzati da enti pubblici e privati) svolti principalmente in modalità digitale e fruibili sul portale www.quellocheconta.gov.it e sulla piattaforma stream LifeSize. Sul sito si trovano gli approfondimenti e le guide preparate dal Comitato Edufin. Partendo dai cinque consigli di base per gestire il proprio denaro e gli investimenti. Aver cura dei propri soldi dedicando attenzione e tempo a controllare le proprie finanze, ad annotare entrate e uscite, a valutare gli acquisti. Quindi informarsi bene cercando fonti attendibili come i canali istituzionali e ufficiali e sapendo che qualche domanda in più è meglio che ritrovarsi con qualche soldo in meno. Il terzo consiglio è quello di confrontare più prodotti, da soli o con l’ausilio di un professionista: per scegliere bene serve tempo ma ne vale la pena.

Infine, tutte le volte che viene proposto un prodotto o servizio finanziario non sentirsi obbligati in alcun modo a firmare se ci sono delle cose che non si comprendono o sembrano poco chiare e non farsi allettare da ipotesi di facili guadagni sapendo che promesse di rendimenti più alti significano anche maggiori rischi.