Stefano Barrese (1970), responsabile divisione Banca dei Territori di intesa Sanpaolo
Stefano Barrese (1970), responsabile divisione Banca dei Territori di intesa Sanpaolo
di Achille Perego "Una banca più forte e capillare per accompagnare la ripresa a fianco dei nostri clienti". Stefano Barrese ha presentato così ieri la nuova struttura della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, di cui è alla guida. Una realtà pronta a rafforzare il ruolo di motore dell’economia, per le imprese e le famiglie, della prima banca italiana. Un ruolo strategico in un Paese che vuole ripartire dopo la pandemia con la spinta, a partire dalla transizione ecologica a quella digitale, del Pnrr. E che...

di Achille Perego

"Una banca più forte e capillare per accompagnare la ripresa a fianco dei nostri clienti". Stefano Barrese ha presentato così ieri la nuova struttura della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, di cui è alla guida. Una realtà pronta a rafforzare il ruolo di motore dell’economia, per le imprese e le famiglie, della prima banca italiana. Un ruolo strategico in un Paese che vuole ripartire dopo la pandemia con la spinta, a partire dalla transizione ecologica a quella digitale, del Pnrr. E che quest’anno, ha anticipato Gregorio De Felice, capo economista di Intesa, vedrà il Pil crescerà del 4,6% (+4% nel 2022). Con l’integrazione di Ubi Banca che ha riguardato 2,4 milioni di clienti, circa mille filiali e 15mila dipendenti, la "nuova" Banca dei Territori, ha spiegato Barrese, oggi conta su 50mila persone, oltre la metà donne, 3.700 filiali, 13,5 milioni di clienti e 800 miliardi in gestione (250 di impieghi e 550 di raccolta) pari alla metà del Pil italiano.

La struttura della Banca dei territori è stata rinnovata e rafforzata per essere "ancora più vicini a famiglie e imprese per compiere insieme il percorso fondamentale di ripresa post Covid e partecipare alla realizzazione del Pnrr. Grazie alla competitività e al dinamismo di 1,2 milioni di eccellenze imprenditoriali che affianchiamo nei loro progetti" e alle quali Intesa "sta dedicando nuovi strumenti di intervento finanziario e di consulenza per favorirne il percorso nell’innovazione, nell’internazionalizzazione e nel raggiungimento dei parametri di sostenibilità". La Banca dei Territori – che nei primi 5 mesi ha erogato 20 miliardi (+12%), di cui 11 alle Pmi – consolida così la storica vocazione a valorizzare le peculiarità dei territori e le filiere, ad accompagnare famiglie e giovani (dallo studio ai mutui ai risparmi) e a estendere i servizi digitali e multicanali evoluti. La nuova struttura prevede 12 direzioni regionali e una nuova direzione per l’agribusiness guidata da Renzo Simonato accanto a quella Impact (Marco Morganti) e alle direzioni retail e Pmi.

I responsabili delle 12 direzioni sono: Cristina Balbo (Emilia Romagna-Marche), Roberto Gabrielli (Veneto Ovest-Trentino Alto Adige), Pierluigi Monceri (Lazio-Abruzzo), Giuseppe Nargi (Campania-Calabria-Sicilia), Marco Nava (Lombardia Sud), Francesca Nieddu (Veneto Est-Friuli Venezia Giulia), Tito Nocentini (Lombardia Nord), Alberto Pedroli (Basilicata-Puglia-Molise), Andrea Perusin (Piemonte Sud-Liguria), Luca Severini (Toscana-Umbria), Teresio Testa (Piemonte Nord-Valle d’Aosta-Sardegna), Gianluigi Venturini (Milano e provincia).