Alessandro Castellano, ad di Zurich Italia
Alessandro Castellano, ad di Zurich Italia

Superata la Fase 1 dell’emergenza sanitaria (anche se non in tutti i Paesi del mondo), se nelle Fasi 2 e 3, quelle della fine del lockdown e della ripresa, i leader mondiali, le imprese e i responsabili politici non collaboreranno per gestire le conseguenze della pandemia e cogliere le opportunità di una nuova stagione di crescita, nei prossimi 18 mesi aumenteranno le difficoltà economiche e il malcontento sociale. Sono queste le conclusioni emerse dal report Covid-19 Risks Outlook: A Preliminary Mapping and Its Implications. Il report, redatto in collaborazione con Marsh & McLennan e Zurich Insurance Group, si basa sul punto di vista di quasi 350 risk manager, a cui è stato chiesto di valutare le prospettive per i prossimi 18 mesi e di classificare le loro maggiori preoccupazioni in termini di probabilità e conseguenze per il pianeta e per le attività economiche.

L’immediata ricaduta economica del Covid-19 domina la percezione dei rischi da parte delle aziende. Si va da una prolungata recessione all’indebolimento della posizione fiscale delle principali economie, a restrizioni più severe sulla circolazione transfrontaliera di merci e persone, fino al crollo di un importante mercato emergente. Nell’esaminare le interconnessioni tra i rischi, il report invita anche i leader ad agire subito contro una serie di futuri shock sistemici come la crisi climatica, le turbolenze geopolitiche, l’aumento delle disuguaglianze, le tensioni psicologiche delle persone, le lacune nella governance tecnologica e la continua pressione sui sistemi sanitari. E a lungo termine questi rischi avranno implicazioni serie e di vasta portata per le società, l’ambiente e la governance delle tecnologie innovative.

Evidenze che rafforzano gli allarmi già lanciati dal Global Risks Report 2020. La pandemia – commenta Alessandro Castellano (nella foto), Ceo di Zurich Italia – ha messo in evidenza che nello scenario post Covid-19 tutti i rischi sono strettamente interconnessi tra loro. Le percezioni della comunità imprenditoriale sulle maggiori preoccupazioni globali si riflettono non solo nell’impatto sulle aziende e sui rischi economici, ma anche nelle più ampie conseguenze in ambito ambientale, sociale e tecnologico. Questa crisi sta incidendo profondamente sulle abitudini della nostra vita quotidiana ma ci può offrire anche un’opportunità. Con il riavvio delle economie, avremo infatti la possibilità di fare leva sulle nuove tendenze di consumo anche in relazione ai nuovi bisogni per perseguire una ripresa fondata su una maggiore attenzione al cliente, sostenibilità e uguaglianza sociale".

Una ripartenza che deve sapere dunque governare i rischi creati eo amplificati dall’epidemia da Covid-19. Due terzi degli intervistati dal report ha infatti indicato una "prolungata recessione globale" come una delle principali preoccupazioni per l’economia. La metà del campione considera i fallimenti aziendali e il consolidamento del settore, la mancata ripresa e l’interruzione delle catene di approvvigionamento come preoccupazioni cruciali. Considerata la spinta impressa alla digitalizzazione dell’economia nel corso della pandemia, anche gli attacchi cyber e l’utilizzo fraudolento di dati vengono annoverati tra le maggiori minacce da parte della metà degli intervistati, ma anche i guasti delle infrastrutture e delle reti informatiche rappresentano un timore importante. I disordini geopolitici e le limitazioni più restrittive alla circolazione delle persone e delle merci sono infine in cima all’elenco delle preoccupazioni.