QUARANTOTTO MILIARDI di euro: è quanto vale la sfida digitale del PNRR, il pilastro delle politiche di ripresa e di resilienza del nostro Paese. Una trasformazione radicale e profonda al quale è chiamata tutta la cultura dell’innovazione italiana. Una rivoluzione digitale che investe tutti i Paesi ma che per l’Italia può rappresentare un salto di qualità decisivo. Cambiare cultura d’impresa significherebbe rivedere le logiche concorrenziali, le strategie competitive e le gerarchie che governano i processi di progettazione, sotto un unico imperativo generazionale: la sostenibilità. È la sfida pratica che stanno affrontando...

QUARANTOTTO MILIARDI di euro: è quanto vale la sfida digitale del PNRR, il pilastro delle politiche di ripresa e di resilienza del nostro Paese. Una trasformazione radicale e profonda al quale è chiamata tutta la cultura dell’innovazione italiana. Una rivoluzione digitale che investe tutti i Paesi ma che per l’Italia può rappresentare un salto di qualità decisivo. Cambiare cultura d’impresa significherebbe rivedere le logiche concorrenziali, le strategie competitive e le gerarchie che governano i processi di progettazione, sotto un unico imperativo generazionale: la sostenibilità.

È la sfida pratica che stanno affrontando le nostre aziende e industrie: capire come utilizzare le tecnologie chiave in modo sostenibile, in modo armonioso, organico, coordinato e proporzionato agli obiettivi specifici dell’organizzazione. Ma soprattutto capire come reperire le competenze necessarie, per sfruttare queste tecnologie al massimo delle potenzialità. Competenze che – come ha ricordato anche la sottosegretaria Ascani durante la tavola di apertura delle 37esima edizione di International CAE Conference and Exhibition – devono derivare da un rapporto strutturale di cooperazione tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa.

In altre parole, si potrebbe dire che è necessario orchestrare la trasformazione digitale in corso, riprendendo il titolo di questa edizione di CAE ‘Orchestrating digital transformation through simulation’ – conclusasi venerdì presso il Vicenza Convention Centre, nel quartiere fieristico di Vicenza di Italian Exhibition Group – IEG - attraverso strumenti innovativi a portata di ogni azienda, qualsiasi dimensione piccola, media o grande, essa abbia. Solamente in questo modo è possibile far diventare le imprese i moltiplicatori di questa nuova spesa pubblica, per i prossimi cinque anni. Uno degli strumenti che abbiamo a disposizione è la simulazione ingegneristica, tecnologia abilitante nell’industry 4.0 e più in generale in tutti i contesti, dall’automobilistico, al manifatturiero, all’aerospaziale al food&beverage. Rispetto a quando è nata la CAE Conference – quasi quarant’anni fa, oggi lo consideriamo come l’evento più importante in Europa per i processi di simulazione digitale nella filiera manifatturiera e industriale e in tutti i campi dell’innovazione nella ricerca, pubblica e privata – il contesto di applicazione dello strumento della simulazione ingegneristica si è fortemente allargato, abbracciando tutti i campi della progettazione e della produzione. L’emergenza sanitaria, per certi aspetti ancora pienamente in corso, e la conseguente crisi hanno spinto molte realtà imprenditoriali ad affacciarsi al mondo della simulazione ingegneristica. Stiamo parlando non solo di aziende di grandi dimensioni ma anche di piccole e medie. Ciò che non deve accadere e ciò che si deve cercare di realizzare come sistema Paese è che molte aziende, scoraggiate dal costante clima di insicurezza che caratterizza gli ultimi due anni quasi, non colgano al volo questo cambiamento, impaurite dall’investimento in ricerca e sviluppo.

* presidente EnginSoft e direttore tecnico scientifico International CAE Conference and Exhibition