L’INNOVAZIONE tecnologica sta spingendo l’Italia verso un nuovo Rinascimento. Il clima di ottimismo sulla ripresa e il rilancio del Paese, suffragato dai principali indicatori economici, trova conferma in un recente sondaggio di Eumetra su un ampio campione di figure apicali d’impresa, realizzato con l’obiettivo di evidenziare il ruolo di fattori strategici come l’innovazione e la sostenibilità e il loro impatto sulle realtà aziendali. La ricerca raccoglie le testimonianze di una ventina di dirigenti di primarie aziende italiane, che riflettono sui nuovi modelli manageriali, culturali e organizzativi che si stanno imponendo nel sistema imprenditoriale con l’uscita dall’emergenza pandemica. I risultati del sondaggio fanno emergere l’estremo ottimismo che caratterizza gli opinion leader per il futuro economico del nostro...

L’INNOVAZIONE tecnologica sta spingendo l’Italia verso un nuovo Rinascimento. Il clima di ottimismo sulla ripresa e il rilancio del Paese, suffragato dai principali indicatori economici, trova conferma in un recente sondaggio di Eumetra su un ampio campione di figure apicali d’impresa, realizzato con l’obiettivo di evidenziare il ruolo di fattori strategici come l’innovazione e la sostenibilità e il loro impatto sulle realtà aziendali. La ricerca raccoglie le testimonianze di una ventina di dirigenti di primarie aziende italiane, che riflettono sui nuovi modelli manageriali, culturali e organizzativi che si stanno imponendo nel sistema imprenditoriale con l’uscita dall’emergenza pandemica. I risultati del sondaggio fanno emergere l’estremo ottimismo che caratterizza gli opinion leader per il futuro economico del nostro Paese. Quasi due su tre prevedono infatti un miglioramento e solo il 14% vede la situazione peggiorare. L’ottimismo è ancora più pronunciato tra chi opera nelle imprese medio-grandi e tra i manager più maturi (sopra i di 55 anni di età). Non sorprende perciò che più della metà degli intervistati sia convinta di trovarsi di fronte a quello che può essere definito un “nuovo Rinascimento”. Il 24% del campione crede "completamente" in questa ipotesi, mentre il 29% la ritene "abbastanza" possibile. Ancora una volta, i più ottimisti si trovano tra le imprese medio-grandi e tra i dirigenti più maturi.

Entrando più nello specifico, la ricerca ha indicato i due principali fattori su cui deve puntare l’impresa per affermarsi: in primo luogo l’innovazione, che raccoglie la netta maggioranza delle “prime scelte”, cioè dei fattori indicati come più rilevanti. Subito dopo, più spesso indicata come seconda scelta ma sottolineata da quasi metà del campione, si trova la visione strategica. Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, essa è ritenuta uno dei fattori di maggiore importanza per il successo dell’impresa. La netta maggioranza del campione la considera un elemento di rilevo ("molto" per il 46%, "abbastanza" per un altro 50%), in misura maggiore tra i manager di più lunga esperienza e tra quelli che guidano le grandi imprese.

La quasi totalità del campione intervistato sottolinea anche l’importanza della sostenibilità e dell’impegno dell’impresa in questa direzione. Tuttavia, il fatto che il 56% risponda che è un tema "abbastanza" importante, significa che esso viene considerato come una delle priorità tra diverse altre, non certamente la principale. Ma dove si è diretta, quando c’è stata, l’attenzione alla sostenibilità? Le risposte dei manager si focalizzano soprattutto sull’organizzazione interna e la necessità di misurare l’impatto sull’ambiente dei processi aziendali. Significativamente, ciò ha riguardato anche le scelte nell’ambito finanziario, il che fa supporre che la finanza sostenibile stia diventando sempre più importante. Sempre collegato al macro tema della sostenibilità, un dibattito molto attuale riguarda i fini ultimi dell’impresa. Una volta essi coincidevano quasi esclusivamente con il creare profitto e portare vantaggi agli azionisti. Oggi una sempre più ampia corrente di pensiero afferma che è necessario tenere conto di tutti gli stakeholder, dai dipendenti alla società e al territorio circostante. Non solo guadagni, dunque, ma anche responsabilità sociale. Questa visione è condivisa dalla netta maggioranza degli intervistati (96%), in particolare dai più giovani.

"Produrre ricchezza, pur restando uno dei fini dell’impresa, non è un obiettivo particolarmente rimarcato dai dirigenti intervistati – commentano Massimo Quizielvù ed Emanuela Ferro, Partner & Business Strategy Leader di Glasford, colosso internazionale dell’HR – Mentre molta più attenzione è rivolta alla crescita e al benessere dei lavoratori e allo sviluppo socioeconomico del Paese. È un segnale del mutamento in atto nella cultura manageriale e nelle imprese. Inoltre, la maggioranza del campione ritiene che sia mutato anche il ruolo dei manager e degli imprenditori. Oggi, oltre a far funzionare al meglio la propria azienda, queste figure si pongono una missione di carattere sociale, di leadership anche nei confronti del mondo esterno".