L’ESEMPIO DI PORTA ROMANA In Italia, l’esempio più significativo di utilizzo della modellazione con i Digital twins è quello del Villaggio Olimpico milanese in alto, un dettaglio del progetto. ), che sta sorgendo allo scalo di Porta Romana e diventerà uno studentato alla fine dei Giochi del 2026
L’ESEMPIO DI PORTA ROMANA In Italia, l’esempio più significativo di utilizzo della modellazione con i Digital twins è quello del Villaggio Olimpico milanese in alto, un dettaglio del progetto. ), che sta sorgendo allo scalo di Porta Romana e diventerà uno studentato alla fine dei Giochi del 2026
COME CONTRASTARE l’emergenza climatica, progettare città più pulite, costruire edifici più green o spostare merci inquinando meno? Grazie ai gemelli digitali si può fare. Nella pianificazione urbana e nell’architettura, il digital twin ci aiuterà a costruire città più verdi. Già oggi, dalle città proviene il 75% dei gas serra mondiali, oltre a un’enorme concentrazione d’inquinamento, traffico, rifiuti, acque nere e patologie. E sarà sempre più così: un secolo fa solo il 15% dell’umanità (250 milioni di persone) viveva in città, mentre oggi è urbano oltre il 50% (quasi 4 miliardi) e nel 2050 salirà al 75% (7 miliardi). Per stare al passo con l’inurbamento galoppante si stima che, entro il 2050, dovremmo arrivare a costruire l’equivalente di 10.000 nuove città. Ben presto le infrastrutture di cui disponiamo potrebbero arrivare al collasso, se non adeguatamente integrate. Qui entrano in gioco i digital twins, non più repliche di singoli oggetti, ma di interi ecosistemi dotati di infrastrutture e infinite variabili ambientali, che devono...

COME CONTRASTARE l’emergenza climatica, progettare città più pulite, costruire edifici più green o spostare merci inquinando meno? Grazie ai gemelli digitali si può fare. Nella pianificazione urbana e nell’architettura, il digital twin ci aiuterà a costruire città più verdi. Già oggi, dalle città proviene il 75% dei gas serra mondiali, oltre a un’enorme concentrazione d’inquinamento, traffico, rifiuti, acque nere e patologie. E sarà sempre più così: un secolo fa solo il 15% dell’umanità (250 milioni di persone) viveva in città, mentre oggi è urbano oltre il 50% (quasi 4 miliardi) e nel 2050 salirà al 75% (7 miliardi). Per stare al passo con l’inurbamento galoppante si stima che, entro il 2050, dovremmo arrivare a costruire l’equivalente di 10.000 nuove città. Ben presto le infrastrutture di cui disponiamo potrebbero arrivare al collasso, se non adeguatamente integrate. Qui entrano in gioco i digital twins, non più repliche di singoli oggetti, ma di interi ecosistemi dotati di infrastrutture e infinite variabili ambientali, che devono essere bilanciate per ridurre al massimo le inefficienze e i consumi dell’organismo urbano.

Nella corsa alla decarbonizzazione, molti pianificatori ricorrono già a questo strumento. Un rapporto di Ernst & Young conferma che i gemelli digitali possono aiutare i proprietari di immobili commerciali e di infrastrutture a ridurre i costi operativi di un enorme 35%, a migliorare la produttività del 20% e a ridurre le emissioni del 50-100%. Con il progetto Brooklyn Navy Yard è partita l’iniziativa globale "Clean Cities – Clean Future" del pioniere del digital twin in architettura Cityzenith, con l’obiettivo da parte dell’azienda fondata da Michael Jansen di implementare questo strumento nella pianificazione urbana delle principali città del mondo impegnate a raggiungere la neutralità carbonica al 2050. New York ha deciso di prendere parte all’iniziativa per tagliare l’impronta energetica del Brooklyn Navy Yard (a destra) che occupa 91 ettari.

L’annuncio del progetto, firmato il mese scorso, arriva in un momento in cui le principali città americane si stanno impegnando per adeguarsi agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, sull’onda del programma "Build Back Better", su cui l’amministrazione Biden ha stanziato 3.500 miliardi di dollari. "Per i proprietari di immobili commerciali non esiste un percorso univoco per arrivare alle zero emissioni nette, quindi non si muovono. La decarbonizzazione degli edifici richiede l’implementazione simultanea di più strategie, tra cui il monitoraggio dell’energia in tempo reale e la produzione di energia rinnovabile in loco", sostiene Jansen. E aggiunge: "Oggi, molti proprietari di immobili si rivolgono a servizi di consulenza per il retrofit di edifici verdi, che sono ad alta intensità di lavoro, costosi e non privi di rischi. Il progetto Brooklyn Navy Yard cercherà di automatizzare questi servizi attualmente manuali in un’unica soluzione facile da usare, che sia più completa, più accurata e molto meno costosa. La capacità della tecnologia Digital Twin di aggregare, visualizzare e analizzare dati 3D (spazio) + 4D (tempo) e correlare le efficienze tra più sistemi è l’ideale per risolvere questo problema, fornendo una soluzione di ingegneria degli edifici già ottimizzata ‘net zero’ e sostenibile anche dal punto di vista finanziario. Questo è ciò di cui il mercato ha bisogno da molto tempo: un calcolatore di bioedilizia che qualsiasi proprietà possa utilizzare facilmente". Anche il governo inglese sta già investendo in questa tecnologia con il progetto National Digital Twin messo a punto dal Centre for Digital Built Britain, una collaborazione con l’Università di Cambridge e il Department for Business, Energy and Industrial Strategy. L’iniziativa permetterà di creare un ecosistema che colleghi tra loro le aziende, i professionisti delle costruzioni, i sistemi di gestione delle infrastrutture ed il governo locale, per arrivare a sviluppare una vera rete di gemelli digitali.

In Italia, l’esempio più significativo è quello del Villaggio Olimpico milanese, che sta sorgendo allo scalo di Porta Romana e diventerà uno studentato alla fine dei Giochi del 2026. L’area, che è stata appena appaltata agli americani di Skidmore, Owings & Merrill, sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici e al coinvolgimento della comunità, grazie alla realizzazione di un digital twin. Nato da un concorso di architettura a cui hanno partecipato 27 raggruppamenti con professionisti di nove Paesi, il Villaggio Olimpico firmato Skidmore, Owings & Merrill è stato scelto proprio per la sua estema attenzione alla sostenibilità e per la flessibilità di progettazione, consentita dall’utilizzo del digital twin. Le abitazioni degli atleti, destinate al riutilizzo come studentato con 1.000 posti letto, si apriranno sull’Olympic Village Plaza, che sarà la nuova piazza del quartiere, sulla quale si affacceranno gli esercizi previsti al piano strada degli edifici e nella quale si potranno prevedere mercati contadini ed eventi. All’interno dell’area sono previste serre e orti per la produzione di cibo, consentendo la creazione del primo villaggio per studenti con prodotti a chilometro zero.

Elena Comelli